Si sentono soprattutto presi in giro. Dall’azienda e non dalla Asl. È per questo che i dipendenti della Città di Lecce hanno occupato la hall della clinica su via Arnesano, con l’assemblea permanente che è durata oggi fino alle 14 e domani sarà per dodici ore di fila, dalle 8 alle 20, con la sospensione totale di tutte le attività, salvo i servizi di urgenza.

Quello che manca all’appello è ancora lo stipendio di giugno. E questo nonostante gli accordi assunti in Prefettura lo scorso 9 luglio. “Nonostante la ASL abbia erogato alla clinica Città di Lecce Hospital le somme dovute, ammontanti a ben 1 milione 600mila euro, i lavoratori non vengono pagati: 147 lavoratori, dipendenti della clinica, non hanno infatti ancora percepito lo stipendio del mese scorso e non sanno quando lo riceveranno”. La denuncia arriva dai sindacalisti di Usb, Cgil, Cisl e Uil, che hanno proclamato lo stato di agitazione, annunciando inoltre che “se le richieste dei lavoratori non saranno tempestivamente ascoltate, corrispondendo gli stipendi entro la settimana corrente, sarà programmato, per la prossima settimana, uno sciopero di tre giorni consecutivi”.

Di fronte al viceprefetto Guido Aprea, infatti, lundì scorso il direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone, aveva concordato la corresponsione della somma dovuta per le prestazioni erogate nel mese di giugno e l’anticipo dei successivi acconti, a patto che quelle cifre andassero a coprire in via prioritaria gli stipendi dei lavoratori. Così pare non essere stato. “Abbiamo ricevuto il fax in cui si prova che via Miglietta ha effettivamente erogato quanto deciso- spiega Salvatore Caricato della Usb-. Dove sono andati a finire quei soldi?”. È questo il nodo che preoccupa di più, dove si spendono e se l’azienda ha sostenuto spese e investimenti non andati a frutto, aumentando il buco. Per il momento resta aperta la partita della transazione da 25milioni di euro con la Asl, in attesa del via libera definitivo da parte dell’ufficio Avvocatura della Regione. L’accettazione, infatti, è subordinata alla rinuncia del gruppo Villa Maria, di cui Città di Lecce fa parte, al ricorso già inoltrato al Consiglio di Stato, dopo la sentenza con cui il Tar di Lecce ha bocciato la pretesa della Clinica di 72milioni di euro per prestazioni extrabudget del 2009 relative al reparto di terapia intensiva coronarica. Ma questa, rispetto alla contingenza degli stipendi arretrati, pare già un’altra storia.

 

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