Più che per lo stipendio di giugno arretrato, è per il futuro decisamente incerto che hanno scioperato questa mattina i lavoratori della Clinica Città di Lecce. 150 tra personale amministrativo, sanitario e infermieristico, legati a doppio filo a un contenzioso che la clinica ha maturato con la Asl.

La cifra da capogiro rivendicata dalla casa di cura, che fa parte del colosso “Villa Maria”, si aggira intorno ai 60milioni di euro, per attività extra budget già effettuate. L’azienda sanitaria, però, ne ha riconosciute soltanto per 25milioni di euro, partita chiusa con l’accordo di una prima tranche da versare subito di 15milioni di euro. Il tutto, però, è sottoposto al placet della Regione Puglia, che ha chiesto all’Avvocatura regionale il consenso sulla transazione. “Questo ci preoccupa- dice Silvio Cataldi della Cgil- ma ai fini dell’erogazione dello stipendio a noi interessa poco. Anche perchè, la Asl ha certificato il pagamento alla clinica per 2,5milioni di euro al mese e questo dovrebbe bastare a coprire le mensilità dei lavoratori. Tuttavia, vogliamo capire come l’azienda ha speso quei soldi, se ha fatto investimenti sbagliati, visto che su questo circolano voci di corridoio non chiarite dalla controparte”. È per questo motivo che, dopo il doppio sit in in mattinata in Prefettura e di fronte la sede della casa di cura, nel pomeriggio si ritorna davanti al Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, per mettere sul tavolo le cose non dette e capire se la prospettiva è quella di un affossamento o meno della clinica.

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