Foto Antonio CastelluzzoTorna a «gocciolare», nelle banche salentine, il rubinetto del credito. Il flusso dei finanziamenti, seppur debole perché «strozzato» dalla recessione, non si è arrestato. Anzi, ad aprile, è aumentato in provincia di Lecce.

A rilevarlo è l’«Osservatorio economico – Faro sul credito» di Confartigianato Imprese Lecce che ha analizzato i dati della Banca d’Italia per monitorare l’andamento dei finanziamenti erogati alle aziende. In particolare, nel Salento, i prestiti sono cresciuti dello 0,19 per cento rispetto al mese di marzo: da tre miliardi e 965 milioni di euro si sale a tre miliardi e 973 milioni. La variazione positiva è di sette milioni e mezzo. Guardando ai settori, il comparto dei servizi è quello più «generoso»: più otto milioni e 730mila, pari allo 0,42 per cento. I finanziamenti al manifatturiero, invece, scendono di un milione e 217mila, pari allo 0,14 per cento in meno. «Precipitano» pure le costruzioni: meno quattro milioni e 862mila euro, pari ad un tasso negativo dello 0,58 per cento. Una percentuale prevedibile considerato l’acuirsi della crisi nel settore edile. Tuttavia, l’ammontare complessivo dei prestiti è maggiore rispetto al mese precedente grazie ai servizi. La «fetta» più cospicua dei finanziamenti (due miliardi e 730 milioni) è andata alle imprese con più di venti addetti; mentre la restante parte dei prestiti (un miliardo e 242 milioni) a quelle più piccole. Confrontando questi valori su base annuale, i finanziamenti sono tutti in aumento, ad eccezione delle costruzioni (meno dodici milioni, pari all’1,42 per cento in meno). Gli impieghi totali ammontavano, allora, a tre miliardi e 877 milioni. Riguardo alla Puglia, invece, si registrano tutti valori negativi nel confronto con il mese precedente. Tra marzo ed aprile scorso, si sono «persi» ben 128 milioni. Quasi tutti a «carico» delle micro, piccole e medie imprese. Pari ad un tasso negativo dello 0,5 per cento (da 25 miliardi e 488 milioni di euro concessi a marzo si scende a 25 miliardi e 360 milioni). Circa i settori, la maggiore flessione colpisce il manifatturiero: meno 68 milioni, pari all’1,02 per cento. Si tratta di prestiti cosiddetti «vivi», cioè finanziamenti al netto delle sofferenze e delle operazioni di pronto contro termine. «Questi numeri – spiega Corrado Brigante, presidente di Confartigianato Imprese Lecce – dimostrano che persistono ancora grosse difficoltà nell’accesso al credito. Negli ultimi mesi – sottolinea – si è accentuata la stretta creditizia. Le banche devono investire i depositi per fare crescere le imprese e il territorio. L’inversione di tendenza, registrata almeno nel Salento – conclude Brigante – ci fa ben sperare per il prossimo futuro».

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