La direzione regionale dell’Udc, convocata presso il Lido Atlantis di Otranto, poteva essere l’occasione per la resa dei conti tra Ruggeri e i quattro consiglieri provinciali dissidenti, ma il coordinatore provinciale è andato via durante la riunione e non c’è stato modo di discutere con lui.

Il coordinatore regionale, Angelo Sanza, invece, ha ascoltato con attenzione, al margine della direzione, i componenti del gruppo consiliare centrista di Palazzo dei Celestini.
I quattro, che hanno scelto di non intervenire durante la direzione perché si toccavano temi di carattere regionale, hanno dato l’aut aut a Sanza: «O il partito, a livello provinciale, svolta, cercando di uscire dalla gestione verticistica di Ruggeri, o noi prendiamo altre strade».
I quattro dissidenti stanno già pensando di andar via dal partito per fondare un movimento politico su base provinciale, se il partito dovesse continuare a ignorarli.
Il presidente regionale, Salvatore Ruggeri, ha più volte detto di non essere disposto a scendere a compromessi, ma di voler incontrare i dissidenti. «L’incontro, però – spiega Pendinelli – non è stato ancora fissato: lo aspettiamo già da qualche tempo».
I quattro consiglieri hanno scelto di partecipare alla direzione regionale, nonostante i mal di pancia, per far passare un messaggio: c’è la disponibilità al dialogo, c’è voglia di rimanere nell’Udc, ma solo se i vertici danno un segnale forte.
«Abbiamo dimostrato che siamo disponibili, abbiamo risposto all’appello quando siamo stati convocati. Tutti sanno che non temiamo il confronto: siamo venuti proprio per vedere se qualcuno avesse qualcosa da dirci pubblicamente, ma nessuno ha detto niente», ha chiosato l’ex sindaco di Scorrano.
All’interno della direzione regionale, invece, si è discusso del momento difficile che sta attraversando il paese e la politica. Tutti i dirigenti hanno fatto i soliti discorsi sulla necessità di collegarsi al territorio, di dare voce alle istanze dei cittadini. Non sono stati affrontati i temi e le problematiche specifiche delle singole province
Sanza ha spiegato i motivi di questa riunione: «Vogliamo creare le condizioni per costruire l’area dei moderati, coinvolgendo tutte le forze che si muovono sul territorio regionale: abbiamo parlato di alleanze e programmi. Stiamo seguendo la linea nazionale: si va verso l’alleanza con il Pd in tutto il territorio pugliese, anche se esiste un rapporto delicato dello stesso Pd con il presidente della Regione, Nichi Vendola».
Il coordinatore regionale dell’Udc ribadiscela vicinanza ai riformisti sui temi che riguardano la pubblica amministrazione e l’ambiente, ma sottolinea anche le incompatibilità sui temi etici: «Non ci sono problemi per costruire un percorso insieme sui temi dei rifiuti, acqua, trasporti, temi dell’ambiente, difesa dell’occupazione, ma sui temi dei diritti civili noi abbiamo la nostra storia e siamo irremovibili su questa tematica».
Nel documento programmatico redatto in occasione della direzione regionale si guarda oltre, al nuovo appuntamento elettorale, alle politiche del 2013, «lasciando da parte le amarezze, come quelle delle amministrative leccesi»: si usano le solite parole, si parla di «radicamento sul territorio» e di progetti in comune con i riformisti. Tutto in linea con il Casini pensiero. Intanto, però, l’Udc provinciale rischia di perdere quattro pezzi a Palazzo dei Celestini.

Alberto Capraro



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