Ritornano nella disponibilità di Marino De Robertis, 44enne di Lecce, tutti i beni a lui sequestrati con un decreto presidenziale risalente al marzo del 2011. Si tratta del ristorante, pizzeria e birreria Lord Sinclair, dei pub Edimburg e Highland Company e di diverse somme di denaro.

E’ quanto disposto dai giudici della seconda sezione penale, Presidente Roberto Tanisi, a latere Pasquale Sansonetti e Pia Verderosa. Il tribunale ha quindi disatteso la richiesta della pubblica accusa di disporre nei confronti di De Robertis la confisca dei beni già sottoposti a sequestro. Il procuratore della Repubblica di Lecce aveva avanzato una nuova proposta di sequestro e di confisca in ragione di una presunta sperequazione tra redditi dichiarati e beni ma alla luce della perizia effettuata dal perito Stefano Ria tale sproporzione non è stata accertata, uno dei necessari presupposti per chiedere l’applicazione della misura di prevenzione antimafia della confisca e i giudici hanno immediatamente disposto la restituzione di tutti i beni. De Robertis venne condannato in abbreviato il 12 maggio del 2004 con le accuse di riciclaggio e associazione per delinquere confermata in Appello, annullata in Cassazione e nuovamente confermata dalla Corte d’Appello di Taranto sia pure limitatamente al reato associativo. Già con la sentenza d’abbreviato, il gup del Tribunale di Lecce aveva disposto la confisca dei beni poi revocata dalla corte tarantina con la pronuncia di assoluzione dall’accusa di riciclaggio. La perizia del dottore Ria però conclude come non si possa comprovare che de robertis abbia avuto la disponibilità di beni in misura sproporzionata rispetto al reddito dichiarato o all’attività economica svolta e sulla base di queste motivazioni i giudici hanno disatteso le richieste del procuratore della Repubblica restituendo di fatto i beni a De Robertis. Il 44enne è assistito dagli avvocati Luigi e Roberto Rella.