Negli ultimi anni, il nostro panorama artistico si è arricchito dei contributi di Eleonora de Giuseppe. Una novità nello scenario salentino per le peculiarità, che contraddistinguono quest’ artista.

Al proposito, infatti, non si registrano precedenti radicati nella provincia di Lecce con lo stile e l’estro di Eleonora. La sua Pop art nasce qui a sud, dove le varianti pittoriche sono speculari a questa terra fatta di colori “forti”, proprio come quelli che usa la nostra nelle sue performances pittoriche.
Laureata presso l’Istituto Dams Art di Bologna, Eleonora De Giuseppe, oltre ad essere membro dell’Accademia Apulia Uk di Londra,  è con la sua arte una tra le protagoniste più amate del sud Italia e non solo. Di rilievo sono le sue “incursioni” a Londra, Aquisgrana, Berlino, Dusseldorf, Roma, Milano, Venezia, Reggio Emilia.
Dalla stampa ed anche dalla critica è annoverata, attualmente, come una nuova esponente internazionale della pop art, intessuta di varietà di colori ed originalità dei temi da lei magistralmente trattati. La sua è l’arte psico-onirica, lì dove la giovane Eleonora in arte La Pupazza nella sua disarmante semplicità ed interezza ne rappresenta fedelmente l’essenza più profonda.
Dal febbraio 2012 si è proposta per una estrosa avventura creativa. Qui, ha trasposto la sua immagine de La Pupazza in una linea giovanile di capi moda, accessori, arredo casa e gadgets. Un’attività che ha potenziato la sua immagine di ragazza, che sa interpretare i tempi moderni. Sì, perché il suo è uno stile pittorico personale ed innovativo, denso di emozioni pop, che ha reso la sua arte molto popolare ad ogni latitudine e longitudine.
La velocità di esecuzione, l’uso dei pennelli e delle bombolette spray, sono i suoi inseparabili “ferri del mestiere” con cui si diletta ad esternare la sua innata vena creativa di artista solare ed intraprendente a tutto tondo, col suo perenne desiderio di sognare fra bolle e città lontane, occhi dalle lunghe ciglia ed onde magnetiche. 
Il suo spirito creativo è tipico di chi esprime, inventa e diversifica le possibilità espressive proprie della materia, adoperando i colori della sua anima sensibile e del suo adorato Salento, cogliendo con la propria memoria ed esperienza il presente per poi trasmetterlo agli altri con stile unico.
La  ricerca interiore  tipica del suo processo creativo, rappresenta l’esplorazione di modalità ignote, ma suscettibili di realizzazioni, mentre la sua pittura estrosa è un profondo viaggio emozionale nel colore alla scoperta delle particolari risorse creative da ognuno di noi possedute, come un seme ed un concentrato di caratteristiche uniche e potenzialità pronte a sbocciare tramite la sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi e l’utilizzo di tecniche atte a stimolare ed attivare il tutto affinchè il seme possa finalmente germogliare.
L’attività artistica, come afferma l’artista salentina, libera forze celate negli abissi dell’anima e del cuore, aiuta ad esprimersi liberamente, mettendoci in movimento, trasformandoci, risvegliando i sensi e donandoci vitalità mista a fiducia nelle nostre capacità.
In una torrida giornata estiva, sorseggiando al bar una bibita dissetante, ho incontrato la poliedrica artista, che è stata ben lieta di rispondere ad alcune mie domande:
“Eleonora, com’è nata in lei la passione per l’arte?”
“Avevo cinque anni e la mia maestra dell’asilo ci diceva: “Disegnate una casetta!” ed il risultato sul mio foglio era un castello con le finestre a forma di spirale, centinaia di scalini che improvvisamente ruotavano al contrario, numerose mezzelune nel cielo e dalla torre il re con la regina  arrivavano giù tramite uno scivolo, proprio come quello dei parchi divertimenti acquatici… Quindi, un mondo irreale privo della dimensione temporale e spaziale, dove le regole fisiche erano sconosciute. Ricordo, come se fosse ieri, che mio padre m’incoraggiò immediatamente, conducendomi nella bottega di un suo amico ceramista a Tricase, il mio adorato paese nativo, dove trascorrevo interi pomeriggi a dipingere decine e decine di mattonelle colorate che costituiscono l’arredo della mia cucina”.
“Mi parli del suo stile particolare di dipingere”.
“Solo istinto naturale, ancestrale e particolare, come respirare, adoperando le bombolette spray , i pennelli, le mani con cui creo le bolle, i mondi cosmici, grattacieli e gli occhi rendendoli ancor a più vivi inserendo delle pietre rotonde colorate che sembrano fuoriuscire dal quadro”.
“Come nasce l’ispirazione?”
“L’ispirazione che mi arde dentro è come un fuoco inestinguibile. E’ strano come a questa domanda abbia difficoltà a rispondere senza sembrare presuntuosa, ma è proprio vero non mi sono ispirata a nessun artista se non a me stessa! Ci penso spesso al concetto d’ispirazione e per spiegarglielo le potrei mostrare un mio disegno in cui c’è La Pupazza che dorme su di un  letto, che fluttua nell’universo e sopra di lei la classica nuvoletta da fumetto, con tanto di occhio raffigurato”.
C’è un’opera a cui è particolarmente affezionata?”
“Sì, ed è un quadro del  2009 intitolato “ Il primo occhio”, così nero e profondo da me disegnato su tavola il cui valore, come la moneta numero 1 di Paperon de’ Paperoni,  è impossibile quantificare e  da esso sono nati i successivi 1000 quadri realizzati in questi ultimi tre anni!”
“Com’è il suo rapporto con i critici ed il pubblico ed il suo messaggio per loro, tramite la sua arte?”
“I critici hanno creduto da sempre in me, sin dalla mia prima mostra a Lecce nel 2009, presso la Galleria Maccagnani, consigliandomi di esporre nelle capitali europee amanti dell’arte pop-modern. E la fiducia da loro accordatami è stata prontamente ripagata da un pubblico entusiasta delle mie mostre e performances.  Coloro che frequentano le gallerie in cui espongo ed il mio laboratorio a Tricase sono i veri e propri protagonisti del momento, tra domande e risate, addentrandosi in un vero e proprio set fotografico dove sono gli indiscussi protagonisti con le fotografie dell’occhio della Pupazza sul loro volto impresso, che saranno pubblicate nel mio prossimo libro intitolato” Tutti con l’occhio della Pupazza”.
Quando divertiti, esclamano e si sentono improvvisamente catapultati in un mondo fiabesco, solo allora mi rendo conto di aver realizzato la migliore opera d’arte della mia vita”.

“Quali sono i maestri del passato da lei preferiti?”

“Sono letteralmente innamorata dell’unico grande genio dell’arte contemporanea del ‘900 Keith Haring, che è stato un innovatore con le sue forme ed i suoi contenuti riuscendo a creare uno stile riconoscibile  ed un linguaggio universale. Oggi, i suoi omini li ritroviamo ovunque, molti hanno tentato d’imitarlo, ma invano”.
“Progetti per il futuro?”
“A settembre sarò a Chianciano per la Biennale dell’Arte Internazionale 2012,  a Novembre ad Amsterdam presso la Galleria Arte et Amicitiae, a Parigi presso il Grand Palais ed a gennaio 2013 raggiungerò Sidney  ed il Palazzo della Cultura Italiana. La mia inseparabile valigia è già piena di occhi desiderosi di catturare gli sguardi del mondo”
“Grazie di vero cuore per l’intervista concessami e buon lavoro!”
“Grazie a lei ed adesso sorrida, perché devo assolutamente scattarle una fotografia con l’occhio della Pupazza”.