LECCE – I quattro consiglieri provinciali, dissidenti dell’Udc, tornano alla carica, con una conferenza stampa al fiele che si è tenuta questa sera, alle 19, a Palazzo Adorno. Siciliano, Tundo, Pendinelli e Quintana hanno posto un problema politico: hanno chiesto una svolta ai vertici nazionali con una lettera.

Ruggeri li ha bollati come «politici in ansia per la trasformazione delle province, che cercano nuove ubicazioni». Questa sera, però, è stato ufficializzato il divorzio: sarà impossibile ricucire per i protagonisti di questa vicenda.
Nella direzione regionale il problema è stato affrontato solo con Sanza, Ruggeri è andato via in anticipo: l’incontro chiesto dai quattro, con il segretario provinciale, si è tenuto dopo, a Muro, venerdì scorso. I dissidenti hanno chiesto a Ruggeri, in quell’occasione, di fare un passo indietro e di lasciare la segreteria provinciale dell’Udc.
Il leader maximo dell’Udc salentino, però, ha risposto picche e si è dimostrato inflessibile: «Non ho più fiducia in voi», avrebbe detto. Poi però, ha provato a incontrare singolarmente i dissidenti, ma a quel punto lo iato era già profondo. Venuta meno la fiducia, il divorzio è inevitabile. Per venerdì prossimo è stato indetto il direttivo provinciale dell’Udc, ma i quattro non ci saranno, perché lo definiscono «finto, visto che Cesa li ha sciolti in tutta Italia i direttivi, lasciando in piedi solo le cariche elettive».
«C’erano due punti da chiarire- ha spiegato Mario Pendinelli in conferenza– viste le voci che Ruggeri sta mettendo in circolazione: la prima cosa da dire è che noi quattro siamo uniti e faremo un movimento culturale in grado di portare dentro tanti amici. L’Udc è un partito che si avvita su se stesso e continua a perdere pezzi: da Ria a Pepe, da Caroppo a Monosi, abbiamo visto come negli anni siano scappati tutti via. È un partito al servizio di pochi: ruota tutto intorno a Ruggeri e Negro».
L’ex sindaco di Scorrano si sente tradito e non accetta le parole con cui il capo dei centristi li ha liquidato i quattro: «Ci hanno detto: fate quello che volete. Sono parole che esprimono grande indifferenza da parte dei vertici».
Gli fa eco Quintana: «Noi avevamo chiesto al partito una verifica interna, non si tratta di spartizioni delle poltrone. Ruggeri non ha voluto fare un passo indietro, noi non parteciperemo nemmeno al direttivo, perché non vogliamo legittimare ciò che non esiste. Faremo un movimento civico».
Il movimento è pronto a nascere, come avevamo anticipato due settimane fa su questo giornale, l’annuncio ufficiale è arrivato in conferenza: ci saranno molti amici dei quattro consiglieri provinciali e la settimana prossima si parlerà delle linee programmatiche. «L’intransigenza di Ruggeri ci ha spinti a proseguire per la nostra strada», chiosa Quintana. Il divorzio è sancito. I quattro sono su un sentiero che potrebbe portarli anche fra braccia di Emiliano: Pendinelli ci flirta da un po’ .

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