Foto Antonio CastelluzzoLe facce sono da serie A e i “pedegree” lo certificano: Ignacio Pià e Mariano Bogliacino sono i volti lieti di un Lecce sull’orlo del precipizio, sul cornicione di quel luogo scosceso e dirupato che risponde al nome di Lega Pro. L’arrivo dei due ex Napoli alla corte di mister Lerda, mitiga l’incubo Scommessopoli

e dimostra come la società si stia subito attrezzando per tornare nel calcio che conta, nonostante i mugugni di una piazza sconcertata dai deferimenti piovuti dalla Procura Federale.
“Stiamo aspettando quali  saranno le sentenze sul calcio scommesse, ma personalmente credo che il Lecce meriti la serie B per blasone e spessore della squadra”. Sono queste le prime parole da giallorosso di Pià, il quale conclude asserendo:
“A livello di organico il Lecce è molto forte.  Il Mister vuole giocare un calcio offensivo e ha i giocatori per farlo, tutti noi siamo a disposizione per seguirlo, in qualsiasi modo lui abbia intenzione di fare giocare la squadra. Nel reparto avanzato posso ricoprire tutti i ruoli, mi adatto facilmente e in passato ho fatto l’esterno in un attacco a tre, la seconda e anche la prima punta.”
Le dichiarazioni dell’attaccante classe ’82, arrivato al Lecce dopo la discreta esperienza al Pergocrema, ben si sposano con le prime impressioni di Bogliacino. Il centrocampista ha archiviato la parentesi barese ed è approdato in maglia giallorossa rilasciando impressioni in linea con il pensiero del nuovo compagno di squadra: “ Quando mi ha contattato la famiglia Tesoro sono stato subito entusiasta del loro progetto. Per la società e adesso anche per il sottoscritto, la priorità è tornare il prima possibile a grandi livelli.
In questi primi giorni io e Pià stiamo lavorando prevalentemente con il preparatore atletico per recuperare i giorni persi di preparazione; in questo periodo mi sono allenato da solo e ora stiamo procedendo gradualmente per arrivare al top all’inizio del campionato”.
In quale competizione i salentini compariranno non si sa ancora con certezza, ma anche se per molti o forse per tutti, le speranze di rivedere il Lecce in una categoria degna del suo nome sono quasi pari allo zero, le facce da “big” degli ultimi arrivati sono indubbiamente familiari a palcoscenici nemmeno troppo lontani.

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