foto Antonio Castelluzzo “Un viaggio carico di vibrazioni ed emozioni inaspettate”. Così la giornalista e critico d’arte Pompea Vergaro, mercoledì scorso, alle ore 19:00, presso lo storico Conservatorio di Sant’Anna, ha “preannunciato” ed introdotto l’appuntamento musicale tra le note del “Saxophone Duo”, costituito da Fulvio Palese e David Brutti, e di, a grande sorpresa,  Luigi Botrugno, alla tastiera.

Un appuntamento che ha reso omaggio alla mostra dell’artista Silvana Bissoli, inaugurata lo scorso venerdì 15 giugno e organizzata da “L’Officina delle Parole” di Lecce in collaborazione con il Comune di Lecce, l’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Turismo, il patrocino del Conservatorio Musicale “Tito Schipa” di Lecce e curata da Pompea Vergaro.

Un appuntamento che si è “immerso” nel luogo, in quel “significativo e unico percorso degli ulivi salentini”, nel suo significato più profondo, nell’invito dell’artista imolese a “porgere l’orecchio” a “Quello che gli ulivi ci dicono…”. E  bastava voltare lo sguardo per ricevere l’ “Abbraccio”, il “Calore” e l’ “Amicizia” dei “Nostri Ulivi” e percepirne la sinergia con la musica. “Loro”, come più volte ha sottolineato Silvana Bissoli, sono come persone, anch’essi pronti ad ascoltare, a prendere forma per poi “confondersi” tra il pubblico, il “tutto”.

“L’arte unisce”, ha esclamato Pompea Vergaro, e l’altra sera, la musica, i suoni, le emozioni completavano il significato dell’opera “Quello che gli ulivi ci dicono…” posta al centro della sala. Non solo. La disposizione del pubblico a semicerchio sembrava quasi “abbracciare ed accogliere” la musica; il suo “calore”, l’attenzione per i musicisti, sostavano in ogni ascoltatore. Tutto questo “ascoltare” ben si fondeva nella percezione del sentimento di “Amicizia”: l’invito dell’amico Luigi Botrugno, da parte del duo, ha enfatizzato l’arte, la sua essenza, il sentimento di condivisione, generosità, contribuendo, così, a dare maggiore significato teleologico alla serata.

Tre artisti, tre bagagli professionali di notevole rilievo, apprezzati a livello locale, nazionale ed internazionale. Pompea Vergaro, dopo aver ringraziato la pirografa Silvana Bissoli ed aver ricordato

la data di chiusura della mostra, il prossimo 2 luglio, ha delineato i loro “tre profili” in maniera sintetica, evidenziandone il “curriculum lunghissimo, nonostante la giovane età”.

Fulvio Palese, “che abbiamo avuto il piacere di conoscere nella Biennale Internazionale di Arte moderna e contemporanea presso il Castello di Carlo V di Lecce” – ha affermato Pompea Vergaro –  ha alle spalle una lunga carriera che spazia dal classico al jazz. Dottore di ricerca in “Filosofia” presso l’ “Università del Salento”, ha conseguito il Diploma Accademico di II livello in “Discipline Musicali” presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce – scuola di sassofono solistico – e frequentato masterclasses con Maurice Moretti, Jimmy Owens, George Cables, Cameron Brown, Javier Girotto, Antonio Marangolo. Numerose e significative le collaborazioni orchestrali, cinematografiche e teatrali, sia in qualità di compositore che di esecutore. Ha fondato e suona con “Duo-post-”, “Madeleine”, “Salento Saxophone Quartet”, “Souluzione Sud”, “Saxaccordion”.

Completati gli studi, David Brutti, allievo tra gli altri, di Jean-Marie Londeix, PierNarciso Masi e, presso il Conservatorio di Bordeaux, dove ottiene la medaglia d’oro in saxofono, di Marie Bernadette Charrier, inizia a collaborare con diversi ensamble di musica contemporanea, suonando  nelle maggiori sale da concerto e nei festival più prestigiosi. Nel 2001 fonda, insieme al pianista Farinelli, il “Duo Disecheis”, con il quale viene premiato in oltre 15 concorsi nazionali ed internazionali; emerge il secondo premio presso il “Gaudeamus Interpreters Competition 2007” ad Amsterdam, tra le più importanti competizioni di musica contemporanea. Nel 2005 fonda l’ “Atem Saxophone Quartet” destinato a diventare uno dei più affermati quartetti di saxofoni in Italia e in Europa. Collabora stabilmente come solista con “Orchestra Città Aperta”.

Luigi Botrugno, diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, ha vinto numerosi concorsi, nelle categorie pianoforte solista e musica da camera, ma anche in qualità di pianista  jazz. Collabora con numerose orchestre; ha partecipato a programmi RAI e tenuto tournée con Ron, Samuele Bersani, Serena Autieri, Paolo Belli.

La loro esibizione ha visto l’interpretazione di un programma molto vario, a volte rivisitato. Ne costituisce l’esempio la prima sonata delle “Six Canonic Sonatas” di G. P. Telemann, originariamente per due flauti, ascoltata con i due sax; a seguire l’esecuzione di “Duo concertant” di Jean Baptiste Singelée per sax soprano, contralto e pianoforte; ancora il secondo tempo del “Konzertstück” für zwei Altsaxophone di Paul Hindemith. Infine un omaggio all’amico argentino Javier Girotto, sassofonista e compositore di “Morronga la Milonga”.

Una performance che ha visto i “propri” pezzi interposti dalle spiegazioni di Fulvio Palese in merito a ragioni tecniche, estetiche, legate alla storia del sax; spiegazioni di natura compositiva legate alla forma musicale, con l’intento di delineare un piccolo excursus storico, dalla musica barocca, al sistema seriale, allo strutturalismo di Boulez.

Un’esecuzione che ha “sentito”: “Grazie, siete stati meravigliosi”.

 

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