Possiamo visitare la città ammaliati  dalle strade e dagli slarghi del suo rinomato  centro storico o borgo antico che dir si voglia: osservando, con gli occhi in direzione del cielo, i fastigi e trionfi dei suoi palazzi e delle sue chiese o anche tra i mignani e le mensole, nei balconi, o sbirciando nei cortili

e percepire, nel soave profumo dei limoni e gelsomini, l’appassionante storia di una città- giardino poi diventata città-chiesa ed in seguito manifestatasi, tra ‘700 ed ‘800, tra le città meridionali  una delle più colte, gentili ed anche dolci…
Sì, proprio così, a causa degli altri luoghi dove inebriarsi di una sostanza dolce e friabile, zuccherata e granulosa, tipica dei confettoni, pasta di mandorle,  meringhe, bianchimangiari e creme, cotognate, choux, liquori di viole e dulcis in fundo colle e cartapeste.
Oltrepassando con la mia macchina le mura di Lecce, in una torrida giornata estiva, spinta dalla curiosità per tutto ciò che concerne l’arte e la cultura, il mio sguardo si posa ai margini della strada che conduce a Torre Chianca, la mia dimora estiva, a quasi 3 Km. dall’abitato cittadino, dove sorge maestosa ed imponente la chiesa dedicata a Sant’Oronzo protettore della città.
La fondazione  di questo tempio risale al 1907 sotto il governo del vescovo di Lecce, Mons. D. Gennaro Trama, in seguito ad un lascito del sig. Beniamino Russo, e con le generose offerte dei fedeli leccesi. Innalzata su di un dosso roccioso e circondata da pini marini, domina la bassa piana e proprio su quel terreno, secondo una remota tradizione si ritiene che Oronzo sia stato martirizzato.
La chiesa di Palladiana memoria, è stata nel 1968 arricchita di un moderno altare e pavimento marmoreo. Prima dell’attuale costruzione nello stesso luogo vi era una chiesa più modesta ma molto più antica che oggi è stata trasformata in sacrestia con al suo interno una iscrizione murale del 1657 di origine latina, da cui si evince  che nell’anno successivo al fatidico contagio nel quale Napoli fu ridotta da 600.000 ad appena 130.000 abitanti, esisteva in quel luogo un tempio antichissimo in rovina che, possiamo presumere trovi le origini nel primo medioevo e ciò avvalorerebbe l’ipotesi che il culto del Santo Protettore fosse fiorente già nel periodo precedente all’invasione dei Goti.
L’incantevole Lecce offre a tutti ed in qualsiasi periodo dell’anno, infiniti ed importanti dettagli di vita vissuta che allietano i sensi risvegliandoli. Buone vacanze estive nel Salento!

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