Insieme in conferenza stampa per sensibilizzare la popolazione a diventare “presidio di protezione civile” e insieme sui territori pugliesi per spegnere le centinaia di incendi che, in particolare quest’anno, hanno distrutto molta parte del patrimonio naturalistico demaniale.

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme con il coordinatore della Protezione civile regionale, l’assessore Fabiano Amati e i rappresentanti del “sistema integrato” dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale dello Stato e dell’Arif ha presentato questa mattina in conferenza stampa i risultati di più di un mese di lavoro della Sala Operativa Unificata Permanente della Protezione civile e ha annunciato l’avvio di un “nuovo lavoro di coinvolgimento e sensibilizzazione dell’opinione pubblica”.

“Questa conferenza stampa  – ha detto Vendola – è la dimostrazione del cambiamento intervenuto in questi anni. Sette anni fa la disistima degli uni nei confronti degli altri era totale. Oggi noi presentiamo un volto delle istituzioni preposte che si comporta con professionalità e spirito di coordinamento. Un volto che continua a fare della nostra protezione civile un modello, naturalmente perfettibile, ma assolutamente strutturato. Noi però – ha aggiunto Vendola – dobbiamo non solo perfezionare il modello di coordinamento, arricchendo il patrimonio tecnologico in dotazione, ma anche cominciare un nuovo lavoro di coinvolgimento e sensibilizzazione dell’opinione pubblica”.

“Bruciare le stoppie – ha spiegato Vendola – è considerata un’attività naturale ma bruciare le stoppie è, nella maggior parte dei casi, la ragione degli incendi. L’opinione pubblica deve modificare i piccoli comportamenti quotidiani perché il bosco deve essere curato da ciascuno di noi. La partecipazione della popolazione in quanto tale, ad essere presidio di protezione civile è un punto di battaglia culturale fondamentale”.

“Dobbiamo investire 5 milioni di euro – ha continuato Vendola – dobbiamo allestire una struttura emergenziale e dobbiamo vivere tre mesi estivi con il batticuore anche perchè alcune migliaia di cittadini si comportano in modo completamente irresponsabile. Non solo. Credo che purtroppo il legislatore non stigmatizza sufficientemente con il codice penale questo genere di reati. Mettere a repentaglio – ha aggiunto il Presidente – la vita degli altri e mettere a rischio l’integrità del nostro patrimonio naturalistico e boschivo è un crimine che va sanzionato”.

Per Vendola tra l’altro, è “un crimine che sarà sempre piu grave perchè la mutazione climatica e gli eventi metereologici straordinari non saranno più straordinari, bensì la straordinarietà diventerà elemento ordinario. La mutazione climatica e la desertificazione è il contesto in cui viviamo”.

Vendola ha poi voluto ricordare “l’opera paziente di costruzione di un clima di coordinamento tra le strutture preposte che è anche un clima di collaborazione e di definizione delle responsabilità”. Un clima che permette in Puglia l’utilizzo di migliaia di volontari che costituiscono la spina dorsale del sistema della Protezione civile. “I volontari funzionano – ha detto Vendola – se sono coordinati, formati, attrezzati, se c’è una cabina di regia. Il volontariato non è buon cuore, ma un modello organizzativo che si integra assolutamente con quello delle autorità preposte. I volontari – ha sottolineato Vendola – sono le sentinelle sul territorio. Il volontario è un periscopio che deve avere un controllo totale del territorio e deve supportare le operazioni svolte dalle autorità preposte”.

Vendola ha dunque voluto esprimere “immensa gratitudine” nei confronti non solo delle migliaia di uomini che ogni giorno si prodigano per spegnere gli incendi ma anche nei confronti delle strutture della Protezione civile, coordinate dall’assessore Amati, del Corpo dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale dello Stato e dell’Arif “il cui lavoro si sta integrando con queste attività”.

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