E così ce ne torniamo a casa carchi di luoghi comuni, di dichiarazioni alquanto sibilline nel contenuto ma anche con un secondo posto assolutamente insperato! Lungi da me, quindi, voler essere capzioso o volere spaccare il capello in quattro.

Ma non posso esimermi dal sottoporre ai lettori alcune considerazioni che mi paiono molto pertinenti.
Intanto va dato atto al tecnico Prandelli di aver saputo amalgamare, come meglio non si poteva, questo gruppo eterogeneo formato dal nucleo base juventino, di aver restituito Balotelli a dimensioni umane e non aliene, di essere riuscito a far giocare Cassano almeno per un’ora. Ma tutto questo attiene al fatto tecnico in sé mentre le mie considerazioni vertono su altro. Intanto viene detto, anche dal c.t.,che la nazionale ha poco tempo per allenarsi perché la Lega tiene impegnati i propri giocatori sottraendoli agli stages che si potrebbero fare; il calendario è sotto gli occhi di tutti, è ultra pieno, ma è internazionale, vi si attengono, cioè, tutte le squadre federate FIFA o UEFA e noi vediamo periodicamente calciatori fare voli intercontinentali per giocare partite amichevoli o da dopolavoro ferroviario. La Lega, inoltre, è la mamma a cui si attaccano tutti per spillare quattrini, quindi il luogo comune Lega va smontato.
Altro luogo comune: “i nostri erano stanchi per il lunghissimo campionato che li ha logorati”. E’ vero, ma anche gli spagnoli giocano lo stesso numero di partite di campionato, ma, fossero solo quelle! Non ci si dimentichi che il nocciolo della nazionale spagnola è formato da blaugrana (Piquet, Busquets, Fabregas, Xavi, Iniesta, Pedro) e da madridisti (Casillas, Arbeloa, Sergio Ramos, Xabi Alonso) che di partite con i rispettivi club ne hanno disputate almeno una sessantina e, quindi, avevano diritto ad essere un po’ stanchi eppure, per tutto il torneo nessuno strappo, nessun incidente, niente di niente ma solo una rete al passivo subita dal nostro Di Natale, la lunghezza del torneo, quindi, lasciamola perdere.
In conferenza stampa ho sentito dire che noi eravamo stanchi perché abbiamo avuto minor tempo rispetto alla Spagna per preparare la partita. E’ vero ma ci si dimentica che la Spagna aveva disputato i supplementari con il Portogallo. Appartengo al gruppo di coloro che ammirano il gioco della Spagna ma ammiro di più coloro che sanno contrastarlo: Mourinho lo fece con l’Inter in dieci uomini, il Chelsea lo fece in coppa e lo ha ripetuto in finale contro il Bayern dimostrando che talvolta il catenaccio, se fatto con intelligenza, può essere produttivo.
Bonucci ha parlato di “approccio”, ed io non sto a seguirlo su questa strada perché per me l’approccio è un alibi per giustificare le lacune tecniche emerse in partita. Non penso che si vada a giocare contro la Spagna senza la giusta concentrazione. Se poi, e qui chiudo con i miei distinguo, emerge con chiarezza, perché detto dallo stesso c.t. che sapete che stimo moltissimo, che si sarebbe potuto anche cambiare, inserendo gente fresca, ma così facendo si sarebbe mancato di rispetto verso  chi ci ha portato in finale, allora mi tocca precisare che  i tecnici cadono il più delle volte per “debiti di riconoscenza”.
E’ un bellissimo sentimento che, però, non deve trovare spazio nella competizione sportiva dove si ha l’obbligo di schierare i migliori. Ma fatte queste precisazioni, si deve essere contenti di avere un c.t. della caratura umana e morale di Cesare Prandelli.
In chiusura una noterella per i telecronisti RAI che su 2 a 0 continuavano a parlare di grande partita dell’Italia e precisavano che la Spagna non faceva grande profondità ed, infatti, la due reti sono venute da un lancio di Inesta da 50 m. per Fabregas e da un super lancio di Xavi da 90 m. per Jodi Alba. E’ proprio tutto e buone vacanze!

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