Da Maglie a Bari e poi di nuovo a Lecce. I lavoratori della Palumbo, in cassa integrazione, serrano i ranghi e protestano a colpi di sit in per cercare di ottenere lo sblocco del cantiere per il raddoppio della Maglie-Otranto. Stamattina erano in 130 davanti alla sede dell’assessorato all’Ambiente della Regione Puglia a Modugno.

Domani mattina, dalle 9, saranno di fronte alla Prefettura di Lecce. Dopo un’ora e mezza di presidio, i sindacati sono stati ricevuti da un funzionario dell’assessorato, il dirigente Antonello Antonicelli, che ha spiegato le ragioni di questo ennesimo incagliamento burocratico. “Secondo quanto riferito dal funzionario regionale- dicono da Cgil, Cisl e Uil- tutti gli iter di competenza dell’assessorato all’Ambiente sono ormai effettuati, non solo per quanto riguarda il tratto Maglie-Palmariggi, ma per tutto il tratto interessato dai lavori. Sono però intervenute le richieste, da parte di Anas, di alcune varianti del progetto sulle complanari. Per queste varianti è però necessario ottenere le autorizzazioni dai Comuni coinvolti”.

Dunque, a mancare all’appello sono le autorizzazioni di Maglie, Giurdignano, Palmariggi, Otranto, Muro Leccese. Senza questi pareri, la Regione non può dare l’ok definitivo. A meno che questo non sia l’ennesimo scaricabarile di competenze amministrative.

 

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