Foto Antonio CastelluzzoCe l’hanno soprattutto con i politici che in questi giorni hanno manifestato la loro vicinanza, “ma solo a parole”. I lavoratori della Palumbo- Leadri tornano a protestare di fronte la Prefettura, a Lecce, per ottenere l’avvio del cantiere della Maglie- Otranto.

Lo hanno fatto dopo il sit in di ieri, a Modugno, davanti la sede dell’assessorato regionale all’Ambiente. È in quell’occasione, infatti, che la Regione Puglia ha dato loro speranze non da poco. “Ci hanno detto- rivela Alessio Colella della Fillea Cgil- che Bari darà parere positivo sul progetto originario, anche se ci saranno valutazioni negative da parte dei tecnici Anas sulle complanari, sulle quali, stando ai successivi accordi, dovrebbe essere cercata un’alternativa per evitare l’espianto degli ulivi monumentali”. È per questo che giovedì mattina una dirigente dell’Anas di Lecce volerà a Roma, per incontrare il numero uno di Anas, Pietro Ciucci, e cercare di capire come procedere. Venerdì mattina, dunque, i sindacalisti torneranno a incontrare il viceprefetto Guido Aprea, che intanto convocherà i comuni interessati e che ancora non hanno rilasciato i pareri per le varianti. Dunque, Maglie, Giurdignano, Palmariggi, Otranto e Muro Leccese. “Senza risultati, da lunedì bloccheremo tutto”, promettono- o minacciano- i lavoratori, al terzo anno di cassa integrazione. A loro favore interviene l’Ance, associazione dei costruttori edili: “Se un progetto, un programma, una pianificazione sono stati approvati da chi è chiamato istituzionalmente a farlo- incalza il presidente Nicola Delle Donne- non si capisce perché ci debbano essere ulteriori spazi per inficiarne l’attuazione. Non si può pensare di ritardare, per poi magari rinunciare, la realizzazione delle opere pubbliche decise, bandite ed aggiudicate sol perché si promuovono resistenze in fase attuativa, accampando a pretesto complicazioni, astrusità, intoppi, intralci: è solo questione di logica e di buon senso. Altrimenti la prospettiva è l’ingorgo, che significa paralisi, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno.”

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