Mario MangioneIl sindaco di Vernole, Mario Mangione, pone l’attenzione sull’inutilità dei Consozi di Bonifica in un contesto di tagli ai servizi imposti dalla riorganizzazione della spesa pubblica sulle direttive governative

Dal riordino degli ospedali al riassetto degli enti locali con l’accorpamento e la soppressione di più province, alla chiusura di tribunali e uffici giudiziari periferici oltre alla soppressione degli uffici postali nei centri minori o peggio ancora, gli accorpamenti dei centri scolastici. Un impatto sociale con serie conseguenze per la comunità, eppure  si tengono in vita i Consorzi di Bonifica, “gravandone i costi pregressi e futuri sulla collettività, già oberata da insostenibili tasse e tributi”. E’ quanto lamenta il sindaco di Vernole, Mario Mangione, che considera inutili quei “carrozzoni” che hanno da tempo perso la loro originaria funzione. “Concepiti agli inizi del secolo scorso nella logica di bonificare aree acquitrinose e malsane per recuperare terreno agricolo da assegnare ai contadini, sono stati da tempo superati da una nuova concezione sull’uso del territorio che vede ridursi le attività agricole diffuse con una sempre maggiore attenzione ai temi ambientali ed in particolare alle zone umide che, per essere preservate, necessitano sempre più di risorse idriche. Enti inutili che pur senza alcun ritorno per la comunità, hanno accumulato enormi esposizioni debitorie – oltre 273.500.000,00 euro – o, nel migliore dei casi, realizzato, con fondi comunitari, opere mai andate in esercizio perché non inserite e concordate nella programmazione con le altre istituzioni operano sul territorio”.

Per queste ragioni anche il Commissario dott. Giuseppantonio Stanco, preposto dalla Regione Puglia alla temporanea gestione dei consorzi di bonifica dell’Arneo, di Stornara e Tara, di Terre d’Apulia e di Ugento e Li Foggi., com’è noto alle SS.LL., ritiene necessaria “una serie riflessione politica-istituzionele sull’attualità dselle funzioni e sul ruolo dei Consorzi, sulla loro sopravvivenza ed, in definitiva, sulla rilevanza socio-economica delle attività agli stessi istituzionalmente demandate”.

Permane aperta la delicata “questione” del personale dipendente dai consorzi, già tanto problematica come espressamente si rileva dalla relazione del Commissario dott. Stanco; i dipendenti potrebbero essere proficuamente ricollocati -da subito- per sopperire alle carenze di organico di tante altre pubbliche amministrazioni, per migliorarne l’efficienza.

Per tutte queste ragioni, il sindaco di Vernole, pone l’attenzione del problema alle istituzioni preposte sulla gestione e sul funzionamento dei Consorzi, affinchè ne stabiliscano un uso utile alla collettività, altrimenti la soppressione.