Maruggio è un paese di circa 5 mila abitanti, attualmente in provincia di Taranto, posto a meno di 2 km dal mare Ionio tuttavia, nonostante le piccole dimensione, per diversi secoli fu un importante Commenda Magistrale dei Cavalieri di Malta, cosa che permise al piccolo centro di rimanere

al di fuori dalle dispute feudali, cui invece fu soggetta la maggior parte degli altri centri. La sua storia ufficiale si può riassumere come segue: fondato all’incirca nell’anno 1000 d.C. da parte dei superstiti dei casali di Castigno, Olivaro, Civitecchia e San Nicolò (almeno i primi due ed il quarto tuttavia continueranno ad essere abitati) che scelsero per l’edificazione una conca protetta da alture, che ne occultava la vista dal mare ai corsari saraceni. L’etimologia sembra derivare da “Marubium”, nome scientifico di una cicoria selvatica usata per curare la malaria. Nel 1270 Maruggio viene concesso in feudo da Carlo I d’Angiò alla famiglia Marrese e, successivamente, passa in possesso della famiglia brindisina Caballaro o Cavalieri. In particolare, nell’anno 1317 Giovanna Caballaro, vedova di un de Pandis, dona il feudo di Maruggio ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (Cavalieri di Malta), in occasione dell’ingresso del figlio Nicola in seno all’ordine. Dal XIV al XIX secolo il paese appartiene all’Ordine di Malta.
Tuttavia sembra che qualcosa sia stata volutamente occultata, specialmente dopo il ritrovamento di un documento della Cancelleria Angioina della metà del XIV secolo, attestante “Casale terrae Marigii quod fuit quondam Templariorum”, il casale della terra di Maruggio che un tempo fu dei Templari. Ecco che l’ordine sospeso con la bolla “Vox in Excelso” dal pontefice Clemente V, fa il suo ingresso nella storia del piccolo paese che, come tanti altri possedimenti dei Cavalieri Templari fu assegnato successivamente all’Ordine di Malta, dopo la “damnatio memoriae” di cui furono vittime i “bianchi mantelli”. Alcune prove a suffragio della presenza templare a Maruggio sarebbero, innanzitutto il fatto che la tradizione relativa alla cessione del paese ai Cavalieri di Malta da parte della Caballaro, si afferma solo fra XVII e XVIII secolo (L. Marseglia, “Peregrinatio”, Pensa Multimedia, Lecce, 2000, pp. 9-10), in secondo luogo i Cavalieri di Malta entrano in possesso di Maruggio nel 1317, durante la “damnatio memoriae”, in ultima analisi  la venerazione degli abitanti per San Giovanni Battista e per la Madonna del Verde (del Tempio), entrambi venerati anche dai Templari. La Madonna del Verde prende il nome dal santuario, attualmente nel cimitero, ed assunse tale nome poiché doveva trattarsi di un luogo di cura della malaria con infusi di “Marubium”. Non bisogna infatti dimenticare che i Templari erano anche esperti guaritori e probabilmente sul luogo della chiesa sorgeva un ospedaletto templare per la cura della malattia, dedicato a Nostra Signora del Tempio.
Una suggestiva ipotesi, circa il passaggio di Maruggio da un ordine all’altro, viene proposto dalla ricercatrice Bianca Capone, secondo la quale: “Nel marzo 1308, mese dell’arresto dei Templari meridionali, Giovanna Caballaro si sarebbe impadronita della mansione templare e dei suoi beni, o, nel migliore dei casi, li avrebbe avuti in custodia dal giudice Pietro Porcario di Aversa, responsabile dei possedimenti templari in Terra d’Otranto. Quando, il 3 maggio 1312, Clemente V con la bolla ‘Ad providam Christi vicario’ stabilì il passaggio dei beni dei cavalieri rossocrociati ai Giovanniti, la Caballaro avrebbe impedito ai nuovi proprietari di prenderne possesso. Dopo avere tergiversato per qualche anno, nel 1317, probabilmente dopo un’ultima intimidazione di Roberto d’Angiò, la feudataria di Maruggio avrebbe consegnato quei beni in cambio dell’entrata nell’ordine di suo figlio, Nicola de Pandis.”  (B. Capone, “Ricerche sul nome e sulle origini di Maruggio, sede di Mansione Templare” in “Atti del II Convegno di Ricerche Templari” a cura L.A.R.T.I. Ed. Capone. Torino 1984 p.  23).
Tale ipotesi è senza dubbio affascinante e chissà, se venisse confermata da prove documentali, cambierebbe la storia di quel piccolo paese a due passi dallo Ionio e magari aprirebbe la strada a novelli ricercatori di misteri. Maruggio come Rennes le Chateau. perché no?

Cosimo Enrico Marseglia

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.