Morì a 21 anni per una granita alla menta contenente derivati del latte a cui era allergico. E in tre finirono sotto processo: la gelataia che aveva venduto la bevanda alla giovane vittima, Roberto Ianne, studente universitario originario di Carmiano ma residente a Padova, oltre alla dottoressa e all’infermiera

allertate per prestare i primi soccorsi. Nella giornata di ieri, il giudice del Tribunale di Nardò, Giuseppe Biondi, ha assolto dall’accusa di omicidio colposo, l’infermiera, Paola Martina, 32enne di Leverano, con la formula perchè il fatto non sussiste. Il pubblico ministero aveva invocato anch’egli l’assoluzione. La donna era assistita dall’avvocato Antonio Romanello mentre l’Asl si era costituita come responsabile civile assistita dal legale Paola Pascali. L’infermiera, secondo l’accusa, non avrebbe prestato in maniera tempestiva le cure del caso, nonostante un evidente attacco d’asma avesse colpito il ragazzo con insufficienza respiratoria già in atto, pressione arteriosa alta e battiti cardiaci accelerati. Inoltre la 27enne in servizio al Pronto soccorso estivo della marina di Porto Cesareo avrebbe omesso di somministrare prodotti cortisonici a Ianne né si sarebbe attivata per inviare nel più breve tempo possibile e al più vicino ospedale lo stesso paziente, assicurandogli un accesso adeguato al punto da consentire la prevedibile somministrazione in vena di medicinali di emergenza. Nel corso del processo, Anna Maria Tricarico, 42enne di Gallipoli, proprietaria dell’esercizio commerciale “Accademia del Gusto” dove il ragazzo aveva consumato la granita, ha già patteggiato la pena (era accusata di non aver esibito tra gli alimenti per la preparazione della granita la presenza del latte), mentre Anna Angela Tarantino Calacagnile, 51 anni di Copertino, medico presso l’unità mobile 118 del locale ospedale venne prosciolta in sede di udienza preliminare per non aver commesso il fatto.

 

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