Una super consulenza per comprendere se effettivamente gli otto medici finiti sotto inchiesta abbiano qualche responsabilità per il decesso di Francesco Gravinese, 73enne di Parabita, deceduto lo scorso 21 luglio 2010 all’ospedale “Vito Fazzi”.

 

Le operazioni peritali incominceranno il prossimo 20 luglio e sono state affidate al dottore Del Basso. Sono otto i medici indagati con l’accusa di omicidio colposo, uno in sevizio a Gallipoli, gli altri a Lecce. La nuova perizia giunge dopo due prime perizie le cui conclusioni sono state discordanti. Il 18 luglio del 2010, a seguito dell’incidente stradale, l’anziano sarebbe stato trasportato   presso l’ospedale di Gallipoli e poi in quello di Lecce, dove venne ricoverato nel reparto di chirurgia toracica per poi morire il 20 luglio. Nel corso delle indagini, vennero disposte consulenze tecniche al fine di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente ed accertare mediante autopsia le cause della morte di Gravinese. Il medico legale Roberto Vaglio accertò come il decesso avvenne in conseguenza delle lesioni subite a causa dell’incidente pur osservando che i medici che lo avevano in cura omisero di applicare un drenaggio cardiaco. Il consulente tecnico concludeva che non potesse dirsi con certezza che, se i medici avessero compiuto tale operazione, Gravinese sarebbe rimasto in vita; a diverse conclusioni arrivò il consulente tecnico dell’indagato per l’incidente stradale. L’evidente contrasto tra le due perizie ha convinto il magistrato inquirente Carmen Ruggiero a chiedere ed ottenere dal gip un incidente probatorio. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Angelo Pallara, Vincenzo Venneri e Anna Maria Pecora.

 

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