Non trova sbocchi l’indagine su un presunto tentativo di estorsione e di taglieggiamento organizzato da un sodalizio criminale ai danni di un commerciante di Giorgilorio. Dopo la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore Gugliemo Cataldi.

Infatti, nei giorni scorsi si è svolta l’udienza camerale e il giudice Carlo Cazzella ha deciso per il momento di non archiviare il procedimento disponendo nei prossimi 30 giorni un nuovo ascolto della persona offesa per comprendere se il suo racconto sia fondato o meno. Solo allora deciderà se archiviare o chiedwere il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Nell’inchiesta si fa riferimento non solo ad un tentativo di estorsione, secondo quanto accertato dagli investigatori, ma anche di pistolettate contro l’abitazione dell’imprenditore e della sua compagna e di tre proiettili calibro 9 per 21 inesplosi lasciati sul tettuccio dell’auto del professionista. L’intera vicenda venne a galla sulla scorta di una denuncia formalizzata dalla vittima negli uffici della caserma dei carabinieri di Lecce nel maggio del 2011 in cui il professionista segnalò di essere stato avvicinato da alcune persone, presunte affiliate alla Sacra Corona Unita, per una richiesta estorsiva di 5 mila euro. Soldi che sarebbero serviti al sodalizio per mantenere le famiglie dei detenuti. Sempre secondo quanto denunciato, dopo aver subito il rifiuto a sottostare al pagamento della tangente, il gruppo criminale si sarebbe reso responsabile di un doppio avvertimento ai danni del commerciante. Il primo risale alla notte del 22 aprile 2011 quando vennero esplosi contro la sua abitazione quattro colpi di pistola. Il 13 maggio sempre dello stesso anno, invece, sul tettuccio dell’auto dell’imprenditore vennero lasciati tre proiettili inesplosi puntualmente consegnati alle forze dell’ordine. Ai presunti responsabili di tutti questi attentati, i carabinieri arrivarono grazie alla collaborazione fornita dalla vittima ma il sostituto procuratore Guglielmo Cataldi ha comunque ritenuto che non ci fossero elementi certi per formulare una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei presunti estorsori e chiese l’archiviazione del procedimento. Ora l’ultima parola spetterà al gup Carlo Cazzella. Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dall’avvocato Ivan Feola. Il commerciante dal legale Fabio Valenti.

 

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