E’ stata fissata per il prossimo 14 settembre l’udienza preliminare a carico dei 67 indagati finiti sotto inchiesta nell’ambito dell’operazione “Augusta. Quel giorno il gup Giovanni Gallo dovrà pronunciarsi sul possibile rinvio a giudizio del presunto sodalizio smantellato dai carabinieri del Ros

e del Comando provinciale di Lecce lo scorso 4 ottobre. All’indomani dell’operazione si scatenò anche un grande polverone sui possibili assuntori, tra i quali, per giorni circolava la voce di personaggi legati alla politica locale, smentita giorni dopo dallo stesso procuratore capo Cataldo Motta. L’operazione Augusta nasce nel 2007, nei confronti del clan Rizzo di Lecce, capeggiato dal boss mafioso Salvatore Rizzo, esponente di vertice della SCU e detenuto nel carcere di Saluzzo (Cuneo). Grazie alle intercettazioni di alcune missive scambiate tra i detenuti, è stato possibile portare alla luce il tentativo di riorganizzazione di un’associazione a delinquere per lo spaccio di droga, l’estorsione e il traffico di armi. Rizzo avrebbe quindi intrapreso un sodalizio con Ivan Firenze, altro affiliato al clan della SCU del defunto Giuseppe Lezzi. Le investigazioni si sono poi avvalse anche di pedinamenti e appostamenti, altre intercettazioni ambientali e telefoniche, identificando così i vari componenti del gruppo e i rispettivi ruoli e scoprendo un traffico piuttosto ingente di sostanze stupefacenti.



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