Si sfilaccia in tre tronconi il processo scaturito dall’operazione “Cinemastore” dello scorso 24 gennaio con cui la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e gli agenti della Squadra Mobile assestarono un duro colpo alla Sacra Corona Unita.

Alcuni imputati patteggeranno la pena e se ne discuterà venerdì prossimo, altri hanno scelto di essere giudicati con l’abbreviato e il giudica Carlo Cazzella ha fissato anche le date previste per i prossimi 3, 10 e 17 ottobre e per il 7, 17, 21 e 28 novembre. In una successiva udienza preliminare, poi, il giudice dovrebbe decidere sul rinvio a giudizio di un altro troncone di imputati. Sono 62 gli imputati coinvolti nell’operazione denominata “Cinemastore”, dal nome della videoteca del quartiere “Santa Rosa” fatta saltare in aria tre anni fa. Furono invece, 47 le persone arrestate.
Dalle indagini emerse un clan nuovo ma composto da vecchi personaggi, cresciuti nella Scu e da sempre attivi nello spaccio di droga, cocaina ed hashish soprattutto. Traffici che avrebbero messo in affari il gruppo leccese con personaggi di San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Tuturano e Cellino San Marco.
L’ indagine, condotta dalla Squadra Mobile, è scaturita da un colloquio intercettato in carcere durante il quale si disse che l’ autore dell’ attentato del 19 aprile del 2009, al punto vendita “Cinemastore”, sarebbe stato Giuseppe Nisi. L’ inchiesta ha fatto luce sull’ evoluzione della Scu capace non solo di monopolizzare il mercato della droga, le bische e il sostegno degli affiliati in carcere, ma anche di mediare con gli altri clan sull’ imposizione del “punto”, cioè di una percentuale sulla vendita degli stupefacenti.

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