Il sindaco Paolo Perrone chiarisce i motivi che lo hanno spinto a regolamentare l’accesso dei giornalisti a Palazzo Carafa  e invita gli stessi ad un incontro per affrontare l’argomento: “Con tutti i giornalisti, di qualunque testata, sia essa nazionale o locale, ho sempre  tenuto un buon rapporto, lineare

e trasparente, basato sul reciproco rispetto. Negli ultimi tempi, tuttavia, ho riscontrato, purtroppo,  una serie di atteggiamenti che hanno sconfinato, a volte, nella maleducazione da parte di alcuni operatori del mondo dell’informazione: c’è chi staziona quasi quotidianamente dietro la porta del mio ufficio  e nelle stanze della mia segreteria pronto ad effettuare riprese con la telecamera o con i telefonini.
Si tratta di comportamenti che hanno finito da un lato per ledere il diritto alla privacy dei cittadini e dall’altro per alimentare confusione all’interno degli uffici di Palazzo Carafa, in particolare nella mia segreteria e nel settore Comunicazione.
Per queste ragioni ho deciso di adottare un provvedimento ad hoc al fine di regolamentare l’accesso ai giornalisti, ai cameramen e ai fotografi negli uffici comunali.
So bene che in qualità di sindaco non ho diritto alla privacy ma è altrettanto evidente che tale prerogativa appartiene a tutti i liberi cittadini, più o meno noti all’opinione pubblica, che hanno l’esigenza e la necessità di incontrare il sindaco senza rischiare di finire a loro insaputa sugli schermi di qualche tv locale o sulle pagine dei giornali a causa di qualche “imboscata” di giornalisti a caccia di pseudo scoop. Non ritengo che sia questo il modo migliore di fare informazione. Di certo non fa parte del “pedigree”  professionale della stragrande maggioranza di operatori che ogni giorno con serietà e impegno svolgono il loro lavoro nella nostra città.  
Il mio intendimento, dunque,  non è certo quello di porre un bavaglio all’informazione che è e deve restare libera e indipendente.
Ad ogni buon conto invito tutti i rappresentanti del mondo dell’informazione ad un incontro per affrontare il delicato argomento per individuare una soluzione capace di ottemperare le diverse esigenze. Nel frattempo i giornalisti potranno accedere a Palazzo Carafa in occasione di conferenze stampa, commissioni consiliari e consigli comunali oppure per chiedere informazioni utili alla loro attività professionale, dandone  – in questo caso –  preventiva comunicazione. 

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