Per Salvatore Ruggeri, deputato e numero uno dell’Udc provinciale, i problemi non sono finiti con le elezioni amministrative. C’è ancora da fare i conti con i ribelli che siedono sugli scranni del consiglio provinciale: chiedono più spazio nel partito, «perché c’è una gestione familiare tra Ruggeri e Negro».

 

Tra i guai c’è da mettere in conto l’enorme danno scatenato dal «caso diossina alla Consal». Intanto spuntano i primi nomi dei futuri candidati dell’Udc al Parlamento.

Onorevole, è una bella tegola quella caduta sull’azienda di famiglia. La Consal rispetta l’ambiente o sfora i limiti previsti dalla legge?

«Noi abbiamo sempre rispettato la legge: lo dimostrano i controlli dell’Arpa nel 2009 e quelli fatti nel 2010 e nel 2011. Quindici giorni fa l’Arpa è venuta a fare un controllo, senza rispettare il nostro processo produttivo e sono usciti dei dati che hanno massacrato la mia azienda. Hanno sbagliato a fare il controllo: invece di fare alluminio hanno fatto ferro. Oggi, finalmente, sono usciti i verbali, firmati dai tecnici dell’Arpa, che scagionano definitivamente la mia attività. La soglia di emissione sul territorio è di 0,40, ma loro, nel controllo fatto, hanno trovato 1,41. Noi abbiamo fatto tre controlli successivi, certificati dall’Arpa, e abbiamo scoperto di essere cento volte sotto al limite previsto. I dati del 13 luglio ci dicono che siamo allo 0,00431, sono i numeri di oggi, 13 luglio, che dimostrano che la mia azienda non ha mai inquinato. Vi ricordo che nella mia azienda ci lavorano mia moglie e i miei figli».

Insomma, mi sta dicendo che è tutta colpa dell’Arpa? È sicuro che il giorno del fatidico controllo non ci fosse qualche cosa che non andava nella sua azienda?

«Assolutamente. Hanno utilizzato un metodo che non utilizziamo noi: hanno fatto utilizzare il materiale secondario per fare il controllo. Hanno chiesto ai dipendenti di mettere il materiale secondario per fare il controllo, non rispettando il nostro processo produttivo. È come se io utilizzo l’ 80 per cento di materiale primario e il resto di secondario, ma arrivano loro e fanno il contrario. Ho fatto sottoscrivere, a quelli dell’Arpa, che quello non era il nostro processo produttivo. Siamo stati danneggiati da queste persone: ora vorrei che venissero a spiegarci cosa c’è dietro. L’azienda ha perso credibilità e produzione: i nostri clienti, in giro per l’Italia, per un periodo non hanno più acquistato da noi».

Il danno è anche politico, vero?

«Penso che tutto questo scandalo sia stato montato solo perché sono un politico».

Onorevole, sta facendo della dietrologia?

«È un attacco politico, perché stiamo lavorando bene».

Parliamo di politica allora: l’uscita dei consiglieri provinciale del suo partito è stata una bella mazzata, vero? Dicono che la gestione verticistica, incentrata sul duo Ruggeri-Negro, non va bene. Vogliono più spazio.

«Non devo far pace con nessuno, sono disponibile al confronto. È chiaro che ci sono delle aspettative, ora che la Provincia rischia di scomparire. Forse, finalmente faremo la Provincia allargata, con Lecce, Taranto e Brindisi, come ho sempre auspicato. Loro vogliono spazio ora che c’è la riforma delle province e in un partito c’è sempre spazio, a patto che si lavori. Ma non posso accettare la loro contestazione: l’Udc nelle elezioni amministrative non è andata male, si guardi a Gallipoli e altrove. Non siamo mai andati meglio, siamo molto presenti nel Salento».

Ma c’è una gestione verticistica Ruggeri-Negro all’interno del partito?

«Il discorso che oggi Ruggeri sia deputato e Negro presidente del partito può far pensare che non ci sia posto per nessuno, ma lo spazio c’è per tutti. Salvatore Negro sta facendo un grande lavoro in Regione: è il più presente e attivo, insieme a Palese. Capisco la paura per il futuro dei quattro consiglieri provinciali, ma non si lanciano accuse sulla stampa: avrebbero dovuto cercare il dialogo con me. L’uscita sulla stampa mi fa pensare che ci siano idee diverse e che non si voglia più far parte di un partito: per questo ho augurato, agli amici che hanno fatto quel documento, buona fortuna e buon viaggio».

Pendinelli, che uno degli autori di quel documento, è o no il vice segretario dell’Udc?

Pendinelli è stato acclamato vice segretario provinciale: è il vice segretario vicario. Mi sembra un po’ tendenzioso dire che il partito non si è mosso: il vicesegretario vicario si può muovere come il segretario.

Pendinelli è molto vicino a Emiliano, non crede che potrebbe lasciarvi per andare con le liste del sindaco barese?

«Dovrebbe avere il buon senso di dire, prima agli amici di partito, che sta scegliendo un’altra strada. Se, invece, Emiliano è solo un amico, allora non c’è alcun problema».

Lei è ancora aperto al dialogo con i ‘dissidenti’? Quando li incontrerà?

«Lunedì, 23 luglio, nella direzione provinciale che ho convocato per parlare con i protagonisti, davanti a tutti gli amici dell’Udc, di questo caso. In molti sono rimasti con l’amaro in bocca per l’uscita sulla stampa di questi quattro amici».

C’è anche un caso Quintana da esaminare.

«Quintana è stato determinante per la vittoria a Gallipoli, io avrei voluto gratificarlo con il posto di vicesindaco, ma lui è stato troppo frettoloso. Bisogna saper aspettare, perché il tempo è galantuomo e ognuno avrà le sue soddisfazioni».

Ma se questi quattro politici del suo partito non abbassano la guardia, li caccerà via?

«In non caccio via nessuno e nessuno deve abbassare la guardia, perché non siamo in guerra. Dico solo che in un partito ci sono delle regole da rispettare, per questo credo che loro abbiano fatto qualcosa di sbagliato: hanno voluto fare una lottaper rivendicare delle poltrone. Noi non siamo un partito di poltrone, ma sappiamo dare soddisfazione a tutti».


Casini punta sulla possibile alleanza con il Pd. Le piace questa mossa?

«Bisogna prima riuscire a fare una legge elettorale che ripristini le preferenze».

Ma il Parlamento riuscirà a darsi una mossa? Nonostante i ripetuti appelli di Napolitano, nulla si muove.

«Bisogna fare in fretta. Ora che Berlusconi è sceso in campo sappiamo che si andrà al voto solo nel 2013, perché anche lui ha bisogno di tempo. Noi dobbiamo fare una legge elettorale che dia la parola alla gente, sono contrario anche ai listini bloccati».

L’Udc con chi si alleerà?

«Con quelli che stanno con Monti».

Quindi, non con Di Pietro e Vendola?

«Tragga lei le conclusioni».

Chi saranno i candidati dell’Udc per le politiche del 2013? Mi dica su quali nomi punterete. Mi dia qualche anticipazione.

«Penso a Cariddi, sindaco di Otranto, ma c’è qualche possibilità anche per Nunzio Dell’Abate».

Alberto Capraro