Mercoledì sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Antonio Giustino, il camorrista 52enne di Casoria, condannato all’ergastolo con l’accusa di omicidio, con sentenza non ancora passata in giudicato, che si è suicidato ieri nel carcere di Borgo San Nicola.

Il pm di turno, la dottoressa Ruggiero, ha aperto un fascicolo d’indagine. L’accusa ipotizzata contro ignoti è quella di istigazione al suicidio.

Giustino, alias “O cinese”, era recluso nella sezione di massima sicurezza del carcere leccese da circa quattro mesi, in una cella che divideva con altri tre detenuti. Secondo una prima ricostruzione operata dagli inquirenti l’uomo si sarebbe impiccato con un lenzuolo legato ad una brandina del letto a castello, mentre i compagni si erano allontanati durante l’ora d’aria. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato dagli agenti della polizia penitenziaria attorno alle 14. Ora bisogna cercare di accertare cosa lo abbia spinto a commettere l’insano gesto.

Le indagini sono in corso.

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