Il ricordo di Primo Carnera in occasione della ventisettesima edizione del suo “Memorial” si riflette nelle gesta agonistiche di un nostro conterraneo: Antonio Santoro. Il boxeur leccese ha dato spettacolo sul ring di Sequals, città d’origine dello storico peso massimo, avendo ragione ai punti

sull’ungherese Josef Gerebetz al termine di un match dall’alto coefficiente tecnico valido per la categoria dei pesi superleggeri. L’urrà di Santoro ha decretato la settima vittoria su otto incontri tra i professionisti  proiettando  il ventinovenne salentino nell’elitè della boxe italiana. Fregiato del premio Fair Play Carnera che ha dato risalto alle doti umane e professionali del pugile Dinamyte e dell’uomo Santoro, l’atleta nostrano ha conservato l’imbattibilità in Lega Pro riservando parole al miele per tutti: “ dopo questa convincente vittoria voglio ringraziare chi mi è stato vicino. Dalla mia fidanzata al tecnico Andrea Presicce che con impegno e ardore mi ha preparato a questo incontro, passando per gli sponsor Casa della Chiave e Minniebet”. Colgo l’occasione per ringraziare anche la contessa Rosanna Conti Cavini che mi ha concesso la possibilità di combattere su un palcoscenico così prestigioso mettendo sotto i riflettori più luminosi del pugilato nazionale la mia boxe. Sono felice di aver soddisfatto le aspettative di chi ha creduto in me con il successo di stasera”.
L’andamento del match ha visto una prima ripresa di studio e le tre seguenti svoltesi su ritmi più elevati con alcune fasi concitate che, fino alla campana del quarto round, non pronosticavano ancora un favorito alla vittoria finale. Sono state le ultime due riprese a far pendere l’ago della bilancia dalla parte di Santoro, il quale ha impartito a Gerebetz una dura lezione causandogli un taglio sull’arcata sopraccigliare e una ferita al naso. I colpi precisi e potenti di “ElDinamyte”, conditi dall’impeto furente che da sempre lo hanno contraddistinto, hanno costretto l’ungherese a indietreggiare giocando con il cronometro,fino alla resa sancita dall’arbitro al termine dei sei gong.

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