Si terrà oggi presso la stazione ferroviaria di Castiglione, località di Andrano, la seconda edizione della Festa della Migrazione, organizzata dall’Assessore Arturo Benedetti Michelangelo in collaborazione con la Mexapya Produktio e con il patrocinio del Comune di Andrano.

 

Alle 22 si terrà la proiezione del documentario “Tomorrow’s Land” di Andrea Paco Mariani e Nicola Zambelli: At-Tuwani è un villaggio palestinese minacciato di evacuazione e costantemente attaccato dai coloni israeliani del vicino insediamento di Ma’on. Da dieci anni, un Comitato di Resistenza Popolare difende il villaggio, attraverso una complessa strategia  nonviolenta  e l’aiuto di attivisti israeliani  e  internazionali: un esperimento  che può indicare la strada verso un nuovo futuro per la Palestina.  Il documentario raccoglie le storie  degli abitanti di At-Tuwani, e ha visto la luce grazie a una campagna di autofinaziamento che ha coinvolto diverse realtà associative tra Brescia e Bologna. Al termine della proiezione, il prof. Pati Luceri, esperto in questioni mediorientali, dialogherà con gli autori del documentario in video conferenza.

Alle 23 sarà la volta di “Caro mio, in Svizzera ho respirato l’eternit”: nella sala d’attesa della stazione, sarà allestita la mostra dal titolo “Caro mio, in Svizzera ho respirato l’eternit”. È lì che verrà anche proiettato in anteprima il trailer del documentario che la Mexapya Produktio sta ultimando e che riguarda la vicenda delle mille vittime salentine dell’Eternit a Niederurher, in Svizzera. Un viaggio della speranza tradita per chi è  partito dai paesi del Capo di Leuca, Corsano, Tiggiano e Andrano in particolare, e si è ammalato nelle fabbriche dell’amianto elvetiche. Un dramma umano e dai risvolti sociali disastrosi, una tragedia rimasta nascosta per decenni e che ora, dopo Casale Monferrato, è pronta a riscattare anche il Salento, con la costituzione dei lavoratori come parte civile nel processo Eternit bis che si aprirà di fronte al Tribunale di Torino.

Alle 23.30 via al concerto del cantautore bolognese Verner, al secolo Gianandrea Esposito, “un cantautore sincero, che non teme di guardarsi dentro. I suoi testi indagano nell’animo umano alla ricerca di risposte non facili, o di domande senza risposte. Una chitarra acustica accompagna una voce dolce e intima, ma c’è dell’altro: le atmosfere confidenziali di alcuni brani si alternano a sonorità rock in cui le ritmiche diventano più pressanti sotto la spinta di tastiere e chitarre elettriche, che incombono. Il cd si rivela una gradevole scoperta in cui il percorso musicale è disegnato con delicata sensibilità (da Il Fatto Quotidiano).