Rinviati a giudizio con le accuse di incendio doloso, morte come conseguenza di altro reato e truffa; non luogo procedere per il reato di crollo e disastro doloso.

E’ quanto deciso dal gip Giovanni Gallo nel corso dell’udienza preliminare a carico di Giampiero Schipa, 46enne leccese, Gerardo De Angelis, 60enne leccese e Maria Speranza Bianco, 37enne di Surbo, ex moglie di Schipa. Il giudice ha anche disposto la scarcerazione di quest’ultimo che si trovava ancora confinato agli arresti domiciliari. Il processo si aprirà il prossimo 27 novembre davanti al giudice del Tribunale Monocratico di Lecce. I tre neo-imputati sono accusati di aver organizzato l’incendio del negozio “Sogni” in via Imbriani, in cui perse la vita Michele De Matteis, 32enne di Lecce, che, secondo quanto ipotizzato dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, sarebbe stato ingaggiato per compiere un attentato. L’esplosione risale alla notte tra l’1 e il 2 agosto del 2011 quando De Matteis perse la vita mentre appiccava il fuoco. Secondo il teorema accusatorio, i tre avrebbero voluto intascare i soldi dalla compagnia di assicurazione. E in giornata, la compagnia assicurativa Allianz, assistita dall’avvocato Silvio Caroli, si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento danni di un milione di euro. Altri residenti ed attività commerciali si sono costituiti parti civili. La società immobiliare “Alpa” con l’avvocato Carlo Sariconi, il negozio “Mister Jam” con il legale Cristian Gnoni, il negozio “Sorelle di Lecce” con l’avvocato Giuseppe Gravili, lo studio professionale di Isabella Micaglio assistita dal penalista Cosimo Ruppi e lo studio dell’avvocato Michele Palazzo. In particolare, i proprietari di alcuni negozi costretti a trasferirsi in zone meno centrali della città dopo l’attentato, lamentano un forte calo di clienti e conseguentemente di vendite. Schipa, già proprietario dell’esercizio commerciale, la Bianco e De Angelis, vennero arrestati l’8 marzo scorso e secondo le indagini i soldi intascati dall’assicurazione sarebbero serviti a De Angelis per pagare un debito contratto con Schipa.
Gli imputati, invece, sono difesi dagli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti, Amilcare Tana e Cosimo Rampino.  

 

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