Senza sosta i controlli del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Lecce. Le ultime verifiche effettuate in varie aziende, fra le quali, sempre presenti, quelle edili, ma anche operanti nel settore dell’impiantistica, delle confezioni abbigliamento e dei servizi, hanno portato negli ultimi giorni alla scoperta di quindici rapporti di lavoro in nero.

Su un totale di sedici ispezioni eseguite, trentatre sono le posizioni lavorative esaminate dagli ispettori, riferite ad altrettanti dipendenti.  Di questi, come detto, sono quasi la metà quelle assolutamente in nero, mentre relativamente alle altre, sono in corso gli accertamenti del caso, mirati a verificare eventuali elusioni di legge e contrattuali. Le irregolarità messe a nudo dai militari hanno riguardato trasversalmente tutti i settori merceologici interessati dalle verifiche: da quello edile a quello della produzione di capi di abbigliamento, dall’impiantistica ai servizi di facchinaggio e portierato.
Le ispezioni sono state eseguite nel capoluogo di provincia e nei comuni di Salice Salentino, Carmiano, Gagliano del Capo, Matino, Racale e Casarano ed hanno visto impegnati, oltre ai militari del NIL, anche funzionari ispettivi della Direzione Territoriale del Lavoro, tutti coordinati dal Dr Virginio Villanova. In occasione dei controlli effettuati nei cantieri edili, gli accertamenti sono stati condotti congiuntamente a funzionari ispettivi della sede INAIL di Lecce e dei servizi SPESAL territorialmente competenti.
Inflitte complessivamente 51 sanzioni amministrative per un totale di 58.009,00, relative alla cosiddetta maxi sanzione per lavoro nero, alla irregolare tenuta del Libro Unico del Lavoro, alla mancata consegna del contratto di lavoro e ad altre norme violate. Segnalate inoltre all’Autorità Giudiziaria 12 persone che a vario titolo hanno violato le disposizioni di legge contenute nel T.U. 81/2008 “Sicurezza sui luoghi di lavoro”. Le principali violazioni hanno riguardato i datori di lavoro edili per mancata protezione delle postazioni lavorative dal rischio di cadute dall’alto, ma anche alcuni committenti dei lavori che si erano affidati a ditte non in regola con gli adempimenti previdenziali o addirittura sconosciute alla Pubblica Amministrazione in quanto operanti del tutto in nero.   
Per otto aziende è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale per impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 20% di quello occupato, con un’ulteriore sanzione di € 1.500,00 che ogni datore di lavoro ha dovuto pagare per poter riprendere l’attività imprenditoriale. Recuperati alle casse dell’INPS 2.895,00 di contributi evasi.
I datori di lavoro sanzionati sono stati inoltre segnalati anche alla G.d.F. per quanto di competenza, in merito agli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni ai lavoratori irregolari.

 

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