Due partite per capire che tipo di Juventus sarà in questa stagione. Se, infatti, la Juve ha individuato in Massimo Carrera colui che sostituirà in panchina Conte durante i 10 mesi di squalifica inflitti dalla Commissione Disciplinare, gli avvocati Giulia Bongiorno, Luigi Chiappero e Antonio De Rensis, proveranno a far assolvere il tecnico bianconero;

o, quantomeno, a convincere i giudici della Corte di Giustizia federale a ridurgli la durata dello stop. Discorso diverso per Pepe e Bonucci: il Procuratore federale, Stefano Palazzi, cercherà di dimostrare che della tentata combine di Udinese-Bari erano a conoscenza entrambi, così come gli altri prosciolti per quel match (il torinese Salvatore Masiello, il senese Nicola Belmonte, ma anche l’Udinese, chiamata a rispondere per responsabilità oggettiva per l’ex Pepe). Palazzi si affida invece a una telefonata tra l’ex capitano del Bologna Marco Di Vaio e il difensore felsineo Daniele Portanova per dimostrare la presunta combine di Bologna-Bari (Di Vaio e il Bologna erano stati prosciolti; Portanova squalificato 6 mesi per omessa denuncia). Una prova che Palazzi ha svelato nel suo ricorso e che ora dovrà essere valutata dalla Corte, presieduta da Gerardo Mastrandrea. A giudicare la mossa del Procuratore, invece, ha già pensato, nella sua memoria difensiva, l’avvocato Guido Magnisi, uno dei legali dell’ex attaccante rossoblu.
”Al di là che reputiamo non esserci nel procedimento ‘de quo’ elementi sufficienti a giustificare la condanna di Marco Di Vaio in quanto gli ulteriori atti trasmessi dalla Procura di Bari sono elementi solo suggestivi e fuorvianti – scrive il legale -, per gli scriventi sembra di dubbia correttezza processuale serbarsi documenti ‘nel cassetto’, così di fatto negando alla difesa un grado di giudizio”.
La difesa dell’ex bomber bolognese punta poi sulla durata della conversazione per screditare l’elemento nuovo dell’accusa: ”54 secondi per spiegare la proposta ‘indecente’ di Masiello”. L’obiettivo di Palazzi e’ riabilitare in toto la credibilità proprio dell’ex capitano del Bari, Andrea Masiello, sulle cui dichiarazioni si basa gran parte del procedimento relativo agli atti trasmessi dalla Procura di Bari. Impugnato quindi anche il proscioglimento dell’ex leccese Giuseppe Vives, per Bari-Lecce: l’accusa vorrebbe la sua condanna per illecito e la penalizzazione del club salentino, già escluso dalla Disciplinare dalla Serie B, assieme al Grosseto. Contro i pentiti Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio, pilastri del procedimento nato dal lavoro della Procura di Cremona, era indirizzata invece la protesta del calciatore del Siena Emanuele Pesoli, squalificato in primo grado per tre anni per la tentata combine di Siena-Varese. Dopo quattro giorni trascorsi incatenato davanti alla sede romana della Figc, però, il 32enne difensore di Anagni, ha interrotto ieri il suo sciopero della fame. ”Purtroppo la protesta non e’ servita a nulla – ha spiegato – perchè speravo di sensibilizzare chi di dovere e non sono riuscito a ottenere un confronto con chi mi ha accusato. Abete, Albertini e Valentini mi hanno dato ascolto e li ringrazio, ma a parte la Figc nessuno mi ha chiamato”. Domani mattina Pesoli sarà ricevuto proprio dal presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. ”Gli parlerò col cuore in mano – ha detto Pesoli -. Lo guarderò negli occhi, ma so che non può fare nulla se non darmi un appoggio morale”.

CONDIVIDI