Niente da fare per il Lecce. La Corte di giustizia federale  nell’ambito del processo sportivo sul calcio scommesse, ha confermato l’esclusione della squadra dal campionato di serie B decisa dalla Disciplinare in primo grado.

Il futuro quindi pare essere la Lega Pro. Intanto è stata confermata anche la squalifica di 5 anni inflitta in primo grado all’ex presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro.

“Sono sconvolto dalla decisione che hanno preso più che altro perchè mi sembra abbiano del tutto ignorato tutte le carte che abbiamo portato in primo grado e poi aggiunto in secondo grado”. E’ quanto ha affermato ai microfoni di ‘Sky Sport’ l’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro commentando la sentenza della Corte di giustizia federale che ha confermato l’esclusione del club pugliese dal campionato di serie B decisa dalla Disciplinare in primo grado nell’ambito del processo sportivo sul calcioscommesse.

“Ci sono carte, anche penalmente rilevanti, che sono state snobbate, o forse non prese in considerazione -prosegue Semeraro squalificato per 5 anni-. Sto aspettando di leggere le motivazioni perche’ non ho veramente idea su che basi abbiano preso queste decisioni. Mi viene da pensare che le decisioni siano state prese ben piu’ in alto e un po’ di tempo fa. Questa e’ la mia impressione. Abbiamo portato delle carte che ci sembrava assolutamente che distruggessero il castello accusatorio di Palazzi, pero’ nessuno le ha prese in considerazione. Spero almeno che le abbiano lette. Me lo auguro. I dubbi mi vengono”.

“Sono molto arrabbiato. Non vengono prese in esame le nostre motivazioni, le nostre prove, e non so piu’ cosa fare. Adesso faremo sicuramente ricorso. Chiederemo di far sentire qualcuno perche’ non hanno voluto ascoltare i testimoni che abbiamo chiesto. Non hanno voluto prendere in considerazione le carte. Dobbiamo legarci anche noi davanti alla Figc? Penso che bisogna lottare in ogni caso ma spero non abbiano deciso a tavolino tutto quanto gia’ prima. Spero -conclude Semeraro- che il Tnas ci dia ragione ma in caso contrario ricorreremo alla giustizia ordinaria, al Tar, dove riusciremo ad arrivare, e poi vedremo”.

 

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