Proprio nel decennale della morte di Carmelo Bene, l’anziana sorella del celebre drammaturgo italiano di origini salentine, Maria Luisa, dovra’ abbandonare la residenza di famiglia a Santa Cesarea Terme, nel Salento, venduta all’asta alcuni mesi fa per 320mila euro.

Rimasta sola e afflitta da problemi di salute, la donna non nasconde il suo “dolore” per il fatto di dover lasciare la casa dove, insieme al fratello, ha vissuto la sua infanzia e in cui Carmelo Bene scrisse il romanzo “Nostra Signora dei Turchi”, poi trasformato in lungometraggio nel 1968. Maria Luisa Bene esprime pero’ il suo disappunto per il “mancato sostegno delle istituzioni” che l’avrebbero abbandonata al suo destino lasciando che l’immobile fosse venduto all’incanto. “Perdiamo un patrimonio di inestimabile valore – dichiara Maria Luisa Bene all’Agi – e il tutto avviene nel silenzio assordante della politica. Negli anni ho speso un intero patrimonio per mio fratello; la casa e’ finita all’asta e nessuno ha mosso un dito, soprattutto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e’ rimasto inerte. Il Comune di Santa Cesarea Terme ebbe anche l’opportunita’ di evitare la vendita all’incanto sborsando 130mila euro, ma non se ne fece nulla. Ora sono preoccupata per la sorte di tutto il materiale che appartenne a mio fratello e che conservo in questa casa – afferma la donna – dal momento che a settembre dovro’ traslocare. Ho paura per l’integrita’ di centinaia di documenti, libri, dischi, giornali, scritti autografi di mio fratello. Non vorrei che si perdessero o che venissero danneggiati durante il trasloco. Ma la cosa piu’ triste e’ che tutto questo materiale di inestimabile valore per la cultura italiana non sara’ piu’ conservato nei luoghi di Carmelo, nelle stanze della sua gioventu’. Ci sono tante testimonianze importanti e allo stesso tempo fragili – spiega Maria Luisa Bene – come le cartoline che Carmelo mi scrisse dal Marocco, dove ando’ con Pier Paolo Pasolini per scegliere le location dell’Edipo Re, il famoso film girato nel 1967”. Ad acquistare la dimora di Santa Cesarea Terme e’ stata una coppia di imprenditori che opera nel settore turistico, Mirko Greco e la moglie finlandese Pauliina Jarvinen, i quali, tuttavia, partecipando all’ asta in Tribunale non erano al corrente che l’abitazione fosse di proprieta’ della famiglia Bene. “Eravamo all’oscuro di qualsiasi notizia, se non del fatto che stavamo trattando un’abitazione vicina al mare di Santa Cesarea – spiega Mirko Greco -. Solo dopo abbiamo saputo e quindi si e’ deciso di tutelare l’ immobile trasformandolo si’ in un struttura ricettiva, ma rispettandone l’ essenza, il valore culturale, per quanto possibile mantenendo tutte le sue caratteristiche originarie e facendone un luogo della memoria”. E proprio in tale prospettiva, di recente, l’imprenditore si e’ anche aggiudicato alcuni scritti autografi di Carmelo Bene messi venduti a Roma dalla casa d’aste Bloomsbury. In particolare si tratta dei copioni di scena della tragedia in versi “Edoardo II” di Christopher Marlowe e delle “Interviste Impossibili”, trasmesse dalla seconda rete radiofonica della Rai dal 1973 al 1975. Mirko Greco e’ titolare dell’agenzia di incoming “Make Tourism” e di “Eurobusnetwork”, network specializzato nei servizi di mobilita’ turistica tramite bus. Attraverso queste attivita’ i coniugi Greco riescono a movimentare ogni anno in Europa circa 30mila turisti e 750 gruppi. “Ho paura che tutta questa vicenda e soprattutto lo stress del trasloco possa incidere sulla salute gia’ precaria di Maria Luisa”, si preoccupa l’avvocato della donna, Felice Lecciso. Per “salvare” la casa di Carmelo Bene dalla vendita all’asta si erano mobilitati numerosi intellettuali tra cui Maurizio Costanzo, Enrico Ghezzi, Paolo Portoghesi, Piero Sansonetti, Elisabetta Sgarbi, i quali avevano scritto una lettera aperta al governatore della Puglia, Nichi Vendola e al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Maria Gabellone