Dai fasti degli anni ’90 alla possibile scomparsa dal panorama calcistico, passando per i sogni di gloria degli ultimi anni trascorsi all’inseguimento di una Lega Pro mai raggiunta. E’ questa l’altalena vissuta dal calcio casaranese che oggi esce finalmente dall’oblio per rientrare sulla scena.

Dopo il disimpegno annunciato dalla famiglia De Masi al termine della passata stagione, la Virtus Casarano ha salutato la Serie D, ufficialmente il 12 luglio, ultimo giorno utile per l’iscrizione: nessuno si è fatto avanti con l’assegno mancante, quello relativo alla fidejussione da 31mila euro necessaria per partecipare al campionato dilettanti.
Poi l’appello del sindaco Gianni Stefàno perché qualche altro imprenditore rifondasse la società per ripartire dall’Eccellenza, o almeno dalla Promozione. Nessuna risposta concreta.
A metà luglio si comincia a parlare del clamoroso ritorno di Eugenio Filograna, patron rossoazzurro (succeduto ad Antonio Filograna) fino al 1999. L’idea diventa realtà a metà luglio: l’ex numero 1 di Postalmarket è pronto a dar vita ad un nuovo progetto, richiama in rossoazzurro Franco Bellante già dirigente del Casarano al fianco di Antonio Filograna per 31 lunghi anni, dal ’68 al ’99.
Tutto sembra fatto ma c’è un ostacolo che blocca tutto: il Capozza. Quello che è stato il vanto del Casarano rischia di diventare la zavorra che può portare il calcio casaranese nell’abisso. Lo stadio è già stato dato in concessione ventennale ai De Masi che non possono girarlo a terze parti a causa di un vincolo nella convenzione comunale. La nuova proprietà ha bisogno del pieno utilizzo dell’impianto la cui disponibilità per le sole gare di campionato non viene ritenuta sufficiente.
Il 24 luglio a Milano prende vita il nuovo sodalizio presieduto da Eugenio Filograna, ma quella appena creata rischia di essere una società fantasma perché se non si sblocca la questione Capozza tutto il progetto è destinato a saltare.
Come rivela Bellante nell’intervista rilasciata a Salentosport.net il 2 agosto, “La questione legata allo stadio è l’unico scoglio, non ci sono altre problematiche. Dobbiamo vedere se in extremis esiste una via d’uscita legale”.
Il Sindaco Stefàno spinge perché le parti, comune compreso, si incontrino per trovare una soluzione, che fino a ieri sembrava la soluzione di un rebus.
Poi la fumata bianca: la Virtus, ovvero la vecchia società, concede il nulla-osta per l’utilizzo esclusivo dell’impianto da parte della nuova società che, ottenuto il consenso da parte dell’amministrazione comuale, può procedere all’iscrizione della società.
La volontà della nuova dirigenza è ripartire dalla Promozione (la richiesta deve essere valutata dalla Federazione e dalla Lega), ma viste le premesse anche la Terza Categoria sarebbe ben accetta. L’importante per la nuova Casarano Calcio è esserci.

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