L’emendamento alla spending review, che anticipa al 2013, anziché dal 2014, la facoltà di aumentare dello 0,6% le Addizionali Regionali IRPEF nelle 8 Regioni alle prese con il deficit sanitario, tra le quali la Puglia, potrebbe trasformarsi, dal prossimo anno, in un’ulteriore stangata di 138 euro medi

, per i 12,6 milioni di contribuenti residenti in quei territori.
“Secondo i calcoli dell’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della UIL Servizi Politiche Territoriali, se le Regioni in questione (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) – spiega Salvatore Giannetto, segretario generale UIL Lecce – si avvalessero di tale facoltà, il carico fiscale medio passerebbe dai 326 euro attuali ai 464 euro l’anno prossimo, con un aumento del 42,3%.
In particolare, in Puglia e nel Salento l’aumento sarebbe di 120 euro medi (+38,6%). In valori assoluti, si passerebbe dagli attuali 311 euro a 431 euro. Così per le altre regioni interessate: in Campania l’aumento sarebbe di 204 euro medi (+ 57%); in Sicilia di 195 euro (+ 67%); in Abruzzo di 192 euro (+ 66,7%); in Calabria e Molise 189 euro.
Ciò – sostiene Giannetto – sarebbe davvero insopportabile per i lavoratori dipendenti e pensionati, perché non è più tollerabile che ogni Decreto di questo Governo contenga sempre inevitabilmente aumenti di tasse e tariffe. La crescita economica passa attraverso una riduzione della pressione fiscale per i redditi fissi. Il Decreto sulla spending review – conclude – avrebbe dovuto toccare altre le voci di spesa, a partire dall’ancora abnorme costo della politica”.

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