Non solo balli, non solo canti e puro divertimento per la notte più attesa dell’anno in Salento. Dalla Sicilia, e per un singolare progetto di mobilità lenta e sostenibile, c’è chi arriverà a piedi alla volta di Melpignano per il concertone del prossimo 25 agosto

Giorgio Ciaccia, trentenne palermitano, è partito 17 giorni fa da piazza Politeama a Palermo, con un programma di 23 giorni di cammino attraversando la Sicilia, la Calabria, la Basilicata per giungere in Puglia, nel Salento ed assistere alla serata finale della Notte della Taranta. Nessuna stramberia, ma un modo alternativo per far parte del grande popolo della taranta che ogni anno si riversa in Puglia in occasione del concertone di fine agosto.  “Camminare è per me, una scelta di condivisione e di appartenenza ai territori che amo, è il mio modo di viverli e di farli incontrare. Il cammino nasce, quindi, col fine di pubblicizzare e diffondere la cultura della mobilità sostenibile, attraverso l’esempio e la valorizzazione del territorio”. Così si racconta Giorgio nel suo blog dove si dice anche predisposto all’incontro e alla socializzazione grazie al lento spostamento tra un posto e l’altro, oltre alla possibilità di ammirare i particolari di un territorio, quello del sud Italia, che merita attenzione e riflessione. Il progetto di Giorgio è patrocinato dei comuni di Melpignano e Taranto ma si tratta solo della prima edizione alla quale potrebbero seguirne altre e, dall’iniziativa, potrebbe scaturire una sorta di gemellaggio tra le due terre legato agli eventi musicali folkloristici così come in passato è avvenuto per quelli religiosi. Esistono già, infatti, degli eventi che accomunano la Sicilia con la Puglia e che risalgono a riti antichissimi legati agli attacchi dei Turchi del XV secolo. A Lentini, in provincia di Siracusa, si festeggiano i santi Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino originari di Vaste frazione di Poggiardo nel basso Salento che, partiti da Otranto per sfuggire alle persecuzioni, giunsero nel paese siciliano e ne divennero i patroni.

Il culto religioso dei secoli scorsi, oggi  è stato sostituito da eventi legati più alla tradizione profana ma quel che caratterizza il genere umano è la necessità di aggregazione e condivisione e ben venga se il compito contingente è affidato alla riscoperta e rivalutazione delle tradizioni popolari nate dalla contaminazione dei popoli del Mediterraneo.

 

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