Dissequestrato seppur in parte il patrimonio riconducibile a Lucio Riotti, il 47enne leccese, tuttora sottoposto alla misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. E’ quanto stabilito dai giudici della prima sezione penale, Presidente Gabriele Perna, estensore Pasquale Sansonetti, a latere Silvia Minerva

tenuti a pronunciarsi sulla richiesta di sequestro preventivo avanzato dalle fiamme gialle di Lecce che effettuarono l’operazione lo scorso 17 luglio. I beni avevano un valore comprensivo di oltre un milione e 300 mila euro. I giudici hanno convalidato il sequestro di alcuni beni nella disponibilitàdi Riotti, tra cui abitazioni, un compendio aziendale, diversi terreni e due auto intestate ad una parente del 47enne. E’ stata nel contempo disposta la revoca del sequestro di diversi immobili e conti correnti riconducibili ad alcuni famigliari di Riotti e i giudici hanno fissato per il prossimo 24 settembre davanti alla prima sezione penale l’udienza per discutere sulla richiesta di applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale nei confronti di Riotti e sulla richiesta di confisca dei beni sui quali è stato disposto il dissequestro. L’indagine, ribattezzata “Biga”, scattò sulla scorta del lavoro effettuato dai finanzieri che scoperchiarono un’anomala sperequazione tra i redditi dichiarati da Riotti e i beni nella sua disponibilità. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Gabriele e Fabio Valentini e Viola Messa.

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