Mancano ormai poche ore all’atteso concerto di Vinicio Capossela a Lecce, domani  14 agosto dalle 21.30,  in Piazza Libertini. Ritorno e riapprodo nel Salento per il cantautore con una tappa del suo tour “Rebetiko Gymnastas  – Esercizi allo scoperto”.

Capossela presenterà domani i brani della sua nuova opera discografica, sperimentazione che questa volta ha lambito la Grecia. Alla testa della stessa band italo-greca, ma in formazione allargata, con la quale ha inciso il disco, proporrà i pezzi del disco uscito il 12 giugno  in Italia e Grecia (La Cupa/Warner) che contiene otto canzoni note reinterpretate in chiave Rebetika: Gymnastika (di  Vladimir Vitsosky), Contrada Chiavicone (da Il Ballo di S.Vito), Con una  rosa (da Canzoni a manovella), Non è l’amore che va via (da Camera a  Sud), Contratto per Karelias (da Canzoni a manovella), Corre il Soldato (da Canzoni a manovella), Signora Luna (da Canzoni a manovella), Morna  (da Il Ballo di S.Vito) e Scivola via (da All’una e 35 circa). Le quattro nuove: Rebetiko Mou (un esercizio di personale filosofia  rebetika), Abbandonato (libera interpretazione in lingua di un brano di  Atahualpa Yupanqui), Misirlou (il più noto successo internazionale del  genere, divenuto famoso in versione per chitarra elettrica nella colonna  sonora di Pulp Fiction) e infine Cancion de las simples cosas (una versione italiana dello struggente brano già cantato da Mercedes Sosa e  Chavela Vargas); La ghost track è un inedito duetto  italo-ellenico  della canzone “Come Prima” di Tony Dallara.

Il disco è stato registrato negli storici studi Sierra in Atene su  nastro analogico con l’accompagnamento di alcuni fra i migliori musicisti greci di rebetiko: Ntinos Chatziiordanou alla fisarmonica,  Vassilis Massalas al baglamas, Socratis Ganiaris alle percussioni e soprattutto Manolis Pappos, sommo rebetes del bouzuki con una gloriosa carriera fatta di collaborazioni con musicisti del calibro di Theodorakis, Arvanitaki, Xarhakos, Galani, Papazoglou e Ntalaras.  L’album vede anche la partecipazione speciale della cantante Kaiti  Ntali, di Mauro Pagani, Marc Ribot e Ricardo Pereira. Insieme a loro,  due pilastri della formazione storica: Alessandro Asso Stefana alla chitarra elettrica e Glauco Zuppiroli al contrabbasso. Il disegno di copertina è stato realizzato dal grande disegnatore francese David  Prudhomme, autore di “Rebetiko. L’erba cattiva” (Coconino Press). Il  booklet contiene i testi tradotti in greco ed esercizi ginnici per  quanti volessero impratichirsi.

Sul palco domani Vinicio Capossela, voce, chitarre e pianoforte – Alessandro  Stefana, chitarre, steel guitar e bouzouki – Glauco Zuppiroli,  contrabbasso –Vincenzo Vasi, theremin, campionatore e voce – Manolis  Pappos, bouzouki – Ntinos Chatziiordanou, accordeòn – Vassilis Massalas,  baglamas e Dimitrios Emmanouil, percussioni.

Il rebetiko è musica nata da una catastrofe, da una grande crisi e da  una colossale migrazione. Ha dentro di sé il cromosoma della ribellione  e della rivolta individuale. E’ musica che viene dal basso e che si  condivide a tavola, come un’eucarestia. “Rebetiko Gymnastas” viene  pubblicato ora, nel momento in cui un intero mondo sta sparendo, perché nei momenti di difficoltà è bene abbracciarsi. Una corda intrecciata a  più fili ha maggiore resistenza. Questa musica offre ad ognuno la  possibilità di ballare da solo nel centro di un abbraccio. Questo è il nostro abbraccio alla solitudine di ognuno.

Il rebetiko è anche musica dell’assenza. Assenza di chi resta, di chi  non è partito, di chi subisce la partenza altrui, o assenza della nostra  parte che non se n’è andata. Il rebetiko è dunque legato ai porti, alle  stazioni e più in generale ai luoghi dell’addio. E’ musica di ferita e cicatrice, che ci fa patire per tutto ciò che sta dall’altra parte della  vita, per quello che avremmo potuto essere, per il bersaglio che abbiamo mancato. E allo stesso tempo è musica di chi non si sottrae a questo  dolore, ma lo sopporta con una disciplina paragonabile a quella del ginnasta. Necessita di esercizio e integrità, applicazione, forza e  virtuosismo. Come un esercizio agli anelli. Queste di “Rebetiko  Gymnastas” sono prove ginniche che riguardano alcune vecchie canzoni,  ripassate con l’esercizio di un modo di vivere e di suonare.  Musicalmente sono spezie forti, che vengono da oriente, ma che sanno  anche rimanere ferme al loro posto. Sono pezzi e temi già noti che  rivestono la tuta ginnica e tornano a sedersi.

Il concerto è dunque un’odissea con ritorno in porto. Esercizi allo  scoperto, dove si viene allo scoperto della vita, praticati su brani di  risacca e di taverna. Rebetiko, morna, bolero, sono musiche riportate  dalle onde. I porti sono per la musica quello che per i fiori è il  polline. Fanno viaggiare le canzoni, gli fanno prendere nuove vesti e cambiare lingua, ma mantengono l’emozione iniziale, un’emozione che ha a  che fare con la nostalgia, ma anche con l’euforia e la morte. Non  mancano in questa odissea i brani del viaggio che conducono al porto, brani ancestrali provenienti dal mito, una lunga ombra distesa sul Mediterraneo, il mare dei prodigi, della terribilità e della meraviglia.

(foto di Valerio Spada)

Botteghino aperto sino alle 20. Costo Biglietto 22 euro + d.p. Prevendite Bookingshow

 

 

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