Il Consiglio di Stato nella giornata di ieri ha respinto la richiesta di provvedimento d’urgenza avanzata da alcuni proprietari di terreni, per lo più ricadenti nel Comune di Tricase, interessati dalla procedura di esproprio.

I Giudici di appello hanno così confermato la decisione del TAR di Lecce che, con sentenza n° 633 dell’aprile di quest’anno, aveva dichiarato la irricevibilità e la inammissibilità del ricorso.
E’ la decima pronuncia negativa di un Giudice Amministrativo al quale, nel corso di questi anni, si sono rivolti dapprima la Regione Puglia e le Associazioni ambientaliste e quindi successivamente anche i singoli proprietari.
Ancora una volta l’Organo di Giustizia ha dato ragione alla Provincia di Lecce che, con l’avv. Pietro Quinto, ha sempre sostenuto gli interessi dell’Ente territoriale fortemente favorevole alla realizzazione dell’opera strategica.
La prima battaglia contro la 275 venne proposta dalla Regione che contestò il progetto definitivo. In quella fase del contenzioso proposero ricorso anche alcune Associazioni ambientaliste di livello nazionale e locale. Dopo la decisione negativa del TAR di Lecce e pendente l’appello, la Regione concluse un accordo con ANAS e con la Provincia di Lecce in forza del quale vennero ad essere conciliate le esigenze di chi era a favore della strada e di chi sosteneva che dovevano essere meglio tutelate alcune esigenze di ordine paesaggistico ed ambientale. Da qui l’accordo del marzo del 2011, promosso dall’allora Ministro Fitto, che portò ad una riduzione dell’ultimo tratto a due corsie ed alla eliminazione del viadotto di Sa Dana. Per il resto tutto rimaneva immutato.
Il Consiglio di Stato dichiarò quindi il venir meno del contenzioso tra la Regione Puglia e gli altri Enti e dichiarò inammissibile il ricorso proposto dalle Associazioni ambientaliste.
Si aprì poco dopo un nuovo contenzioso, questa volta promosso da alcuni proprietari, già aderenti al Comitato 275, con ricorso al TAR di Lecce e con la contestazione non solo del progetto preliminare e definitivo ma anche di tutti gli atti di affidamento dell’incarico di progettazione alla Pro.Sal. s.r.l. disposti a partire dal 1994 dal Consorzio SISRI di Lecce.
Il Tribunale respinse quel ricorso ritenendolo tardivo per le delibere del CIPE che erano state pubblicate nel 2004 e nel 2009 ed inammissibile nella parte in cui investivano gli atti di affidamento della progettazione in favore della Pro.Sal. difesa dall’avv. Ernesto Sticchi Damiani.
Il TAR  salentino respinse anche la domanda di nullità avanzata dai ricorrenti; in definitiva l’opera viaria poteva essere realizzata.
Il Consiglio di Stato, con la decisione di ieri, ha confermato il pronunciamento di primo grado: dopo ampia discussione, i Giudici di Palazzo Spada hanno condiviso appieno le eccezioni dell’avv. Quinto pronunciandosi non solo sulla mancanza di un immediato pericolo avuto riguardo allo stato della procedura non ancora giunta alla fase ablatoria o realizzativa, ma hanno anche affermato che i motivi di gravame non paiono assistiti dal fumus di fondatezza così condividendo l’iter logico argomentativo compiuto dal Giudice di primo grado.
“E’ un’affermazione importante –sostiene l’avv. Quinto- perché entra nel merito del contenzioso; ancora una volta trova conferma il principio in ordine alla intangibilità delle determinazioni assunte dal CIPE e da tutti gli Enti che hanno partecipato al procedimento e che, a seguito di un’ampia istruttoria, hanno concordato sulla realizzazione dell’opera viaria che collega Maglie con S. Maria di Leuca, percorso che secondo l’Amministrazione Provinciale guidata dal Presidente Gabellone necessita di essere adeguata alle sopravvenute esigenze del traffico ed è strategica per lo sviluppo”.
Anche quest’estate quella arteria è stata purtroppo teatro di tragedie costate giovani vite umane.
Il Consiglio di Stato ha anche condannato i proprietari ricorrenti alle spese del giudizio, ponendo a loro carico l’importo di € 1.000 per ciascuna delle controparti che sono ben nove.
Nel mese scorso erano intanto intervenute due altre importanti decisioni, tutte riguardanti la 275: il TAR di Lecce aveva respinto un ricorso proposto da altri proprietari e che aveva visto anche la costituzione in loro sostegno del Comune di Tricase, ed il Consiglio di Stato aveva confermato l’aggiudicazione dei lavori.
Il contratto di appalto è stato sottoscritto nei primi giorni di questo mese così dando corso alla progettazione esecutiva e quindi al concreto inizio dei lavori previsto per i primi dell’anno prossimo.

Intanto Rocco Palese, capogruppo del Pdl della Regione Puglia ha commentato le decisioni riguardanti la 275: “Per il raddoppio e la messa insicurezza della statale 275 Maglie – Leuca finalmente non resta che attendere l’apertura dei cantieri, prevista per inizio 2013. Il Consiglio di Stato ha respinto ulteriori ricorsi, peraltro nel solco di quanto fatto finora anche dal Tar e viene ancora una volta promossa la linea di chi, come noi, da sempre ha sostenuto la necessità di andare avanti nel sostenere il progetto nel pieno rispetto dell’ambiente ma avendo come priorità la sicurezza dei cittadini. Esprimiamo grande soddisfazione per le ultime decisioni della Giustizia Ammminstrativa  – aggiunge Palese – dando atto alla Provincia di Lecce di aver difeso, con l’Avv. Pietro Quinto, l’interesse supremo dei cittadini e del Salento a vedere realizzata una infrastruttura strategica per la quale tutti noi ci siamo impegnati sin dal 2004 e per cui Raffaele Fitto, prima da Presidente della Regione poi da Ministro, ha dato un sostegno ed un contributo determinante per reperire i finanziamenti che ammontano complessivamente a 288 milioni di euro. Ora  – conclude Palese – ci auguriamo di poter finalmente attendere serenamente l’apertura dei cantieri e, quindi l’inizio dei lavori, dopo l’ennesima estate funestata da gravissimi incidenti stradali causati anche dalla inadeguatezza e dalla scarsa sicurezza di alcune delle nostre infrastrutture, tra cui appunto la 275 Maglie – Leuca”.

 

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