Esercitava la professione di commercialista pur non avendone i requisiti. Ma aveva false lauree e persino un sito internet. E sarebbe riuscito a fare percepire oltre un milione di euro di rimborsi Irpef a 215 contribuenti. Ma è stato scoperto dalla guardia di finanza e per un 30enne di Parabita sono iniziati i guai.

In cambio, il 30enne, C.F. le sue iniziali, avrebbe ottenuto il 10% delle somme percepite. Al fine di rendersi credibile come commercialista, il 30enne di Parabita, all’interno del proprio studio, aveva in bella mostra un falso diploma di laurea in “Economia Aziendale e Management” presso l’Università Cattolica di Milano, pur non avendo mai conseguito alcuna laurea né, tantomeno, essere stato iscritto all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili.
Lo stesso, inoltre, disponeva di un sito internet dove, oltre a millantare le potenzialità professionali  del proprio “studio”, indicava tra le proprie referenze il possesso di un ulteriore falso diploma di laurea in “Economia e Commercio” presso l’Università “Bocconi” di Milano con la votazione di “110/110 e lode”.
Nel corso dell’indagine, condotta dalle fiamme gialle di Gallipoli, coordinate dal capitano Mazza, oltre al falso commercialista sono stati denunciati, a vario titolo, altre sei persone: rispondono di  associazione a delinquere, truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, esercizio abusivo di una professione, usurpazione di titoli e uso di timbri contraffatti di uffici dello Stato e di formazione di atti materialmente e ideologicamente falsi.
Altri 14 contribuenti, tra quelli che hanno beneficiato degli illeciti rimborsi, sono stati denunciati in concorso tra loro ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso al falso commercialista per la presentazione dei modelli 730, nonostante fossero a conoscenza dell’abusivo esercizio da parte dell’interessato della professione di commercialista.
Tutti i 215 contribuenti sono stati segnalati ai competenti Uffici dell’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme indebitamente percepite, nonché alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari per i competenti profili di responsabilità erariale attribuibili a ciascuno dei soggetti segnalati.
Ma i guai, per il 30enne, non sono finiti. I finanzieri infatti hanno eseguito anche una verifica fiscale nei suoi confronti, che ha evidenziato come l’uomo sia risultato essere evasore totale fin dal 2006, non avendo presentato da allora la dichiarazione annuale dei redditi e quella IVA, nonostante fosse titolare di una partita IVA per l’esercizio dell’attività di dottore commercialista. In questo modo, avrebbe sottratto 112mila euro di ricavi, oltre a 27mila euro di Iva.
Infine, è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di un certificato di deposito pari a oltre 24mila euro, nella disponibilità del falso professionista.

 

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

dieci − quattro =