Ai domiciliari perché si era finto prete torna in cella. Si tratta di Vito Cardillo di trentotto anni, potentino, agli arresti domiciliari presso una comunità di Presicce. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri su decreto di sospensione della detenzione domiciliare e ripristino della detenzione in carcere, emesso dal Tribunale di Civitavecchia.

L’uomo, già detenuto presso la propria abitazione, lo scorso 18 agosto vi era stato allontanato dopo che, a seguito di un diverbio con la sorella convivente, l’aveva aggredita colpendola anche con un piatto al volto e provocandole un trauma all’occhio in seguito al quale la donna era stata ricoverata d’urgenza.

Vito CARDILLO, gravato da numerosi precedenti di polizia, si trovava in stato di arresto a seguito dell’ennesima denuncia per sostituzione di persona, simulazione di reato e false attestazioni ad un pubblico ufficiale sulla propria identità personale.

L’uomo, infatti, era solito presentarsi presso comunità religiose fingendosi prete ed indossando l’abito talare. Per eludere eventuali richieste di documenti da parte dei confratelli, però, si è presentato presso vari uffici delle Forze di Polizia per denunciare di essere stato derubato del proprio portafogli contenente i documenti d’identità. Nonostante si fosse presentato con i paramenti sacri è stato spesso smascherato e denunciato per sostituzione di persona ed altro. I fatti sono avvenuti in varie parti del territorio nazionale: Roma, Civitavecchia, Cuneo, Palermo, Savona e Venezia.

Ieri, su ordine del Tribunale di Civitavecchia, i militari della Stazione Carabinieri di Presicce, hanno prelevato Vito Cardillo dal proprio domicilio e lo hanno trasferito presso la Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

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