Intervento di Rosangela Paparella, Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Puglia:”E’ improcrastinabile un’azione concertata tra le istituzioni locali e le Prefetture, cui do fin d’ora il mio sostegno, perché il Governo sia sollecitato a dare risposte certe, rapide e in grado di superare la logica dell’emergenza e della delega

totale agli enti locali, riguardo al sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.  Sono le Convenzioni internazionali sottoscritte dallo Stato italiano, a vincolarci nei loro confronti. La tutela dei loro diritti, il diritto alla protezione, il diritto allo sviluppo, il diritto alla partecipazione e all’inclusione sociale, è un nostro preciso obbligo.
Le dichiarazioni dell’assessore al Welfare del Comune di Bari Ludovico Abbaticchio ben descrivono le condizioni di estrema difficoltà in cui l’Amministrazione si trova nel sostenere gli oneri economici legati all’accoglienza nelle strutture residenziali. La situazione, oggettivamente insostenibile, rischia di pregiudicare l’effettiva tutela dei ragazzi già ospiti nelle comunità pugliesi e di quelli che, con tutta probabilità continueranno ad arrivare nella nostra regione per effetto dei flussi migratori. Solo nel 2011, in Puglia, sono giunti via mare, dalla Grecia e dall’Egitto, 765 ragazzi soli.   A loro si sono aggiunti i minori trasferiti da Lampedusa o dalla Sicilia, in molti casi giunti nei CARA o nei CIE e identificati erroneamente come maggiorenni e i minori rintracciati sul territorio, per un totale di circa 1200 transitati nelle comunità pugliesi. Sarebbe un errore gravissimo, nonché segnale di scarsa lungimiranza, trascurare che questi ragazzi siano titolari di diritti e componenti a tutti gli effetti della nostra società. E che rischiano di scivolare in una zona di invisibilità e di marginalizzazione che riguarda tutti, e riguarda lo stato di civiltà e benessere della nostra regione.
Come responsabile dell’Ufficio Garante, presidio in Puglia per l’effettiva tutela di tutti i minori, e a maggior ragione di quelli in condizione di maggiore vulnerabilità, sto lavorando a un rafforzamento complessivo del sistema di protezione dei minori stranieri soli, a partire dalla formazione di figure preparate e motivate che ne assumano la tutela legale. Al contrario, affrontare il fenomeno in maniera emergenziale vanifica i tentativi di mettere a punto buone pratiche di accoglienza sia da parte di alcune amministrazioni comunali (e su questo piano va dato atto al Comune di Bari di aver prodotto finora grande impegno), sia da parte delle organizzazioni che gestiscono le comunità. Alla fine di giugno il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), denunciava l’inaccettabilità delle condizioni di lavoro degli operatori impegnati in prima persona garantire la qualità, la continuità e l’efficacia nei percorsi di accoglienza e di inserimento”.

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