È stato inaugurato nei giorni scorsi e, precisamente, giovedì 26 luglio 2012, a Lecce presso “Palazzo Francesco  Foresta”, in  via Francesco D’Aragona, angolo via Dei Perroni, la prima mostra che fa parte del ciclo “Parole di cARTa”, il silenzio delle cose, nell’ambito di  un incontro pubblico tenuto in pubblica strada.

L’evento è stato organizzato dal centro studi Punto a Sud Est, in collaborazione con il gruppoforesta con in programma 3 appuntamenti: quello del  26 luglio, già inaugurato che si chiude  il 9 agosto con “Giardino di lunga vita”, seguirà dal 10 al 25 agosto “Spiragli” e dal 29 agosto al 9 settembre “Forma_le”.

“Una riflessione aperta e condivisa a cui tutta la città è invitata ad intervenire,  ad ascoltare e a guardare semplicemente; il silenzio delle cose vi si offrirà liberamente”, questo il pensiero degli organizzatori sull’evento.
Il piano terra di “ Palazzo Francesco  Foresta”situato accanto alla chiesa di San Matteo, nel cuore della città, è caratterizzato da un doppio volume trasparente che si affaccia su se stesso e sul sagrato antistante attraverso tre grandi finestre angolari. Pietra locale, travi ipe e vetro indicano la volontà di denunciare il limite tra la fabbrica e il nuovo in un sottile equilibrio tra tradizione e innovazione.
Al piano interrato sono stati recuperati i locali voltati e portate alla luce le vecchie cisterne, con i suggestivi paramenti murari scolpiti nella roccia, dove sono visibili i segni della cava originale.
Il restauro è stato realizzato dal Gruppo Foresta e  il proprietario Alfredo Foresta ha sottolineato che “La consapevolezza di intervenire su un manufatto storico, proprietà di famiglia, ma di fatto bene della collettività, comporta una volontà di valorizzare anche se stessi, il proprio operato, la propria capacità aziendale. Oggi, il valore di questo intervento, per me, supera l’edificio stesso e riconosce in esso la memoria di mio padre”.           
Così, questo luogo storico offre delle opportunità uniche all’arte grazie alla sua posizione, passaggio obbligato per chi vive i respiri e le emozioni lungo le strade storiche della città barocca.
Il design, dunque, si mostra alla città, attraverso la sensibilità femminile e in questo caso, tra la leggerezza della carta, l’eleganza di una stoffa e la forza della parole: tutto questo e molto altro ancora è l’artista salentina Onelia Greco, autrice delle installazioni previste dalla Rassegna “Parole di cARTa”.
Il Palazzo che ha conosciuto diverse vicende architettoniche, offre la possibilità di fermarsi  e condividere l’installazione, già inaugurata, in una geografia di elementi: 33 gru in volo realizzate con carta di diverse grandezze e sostenute da sottili steli in ferro laccati di bianco, di disuguali altezze che infondono dinamicità all’intero spazio. Il colore bianco dei  materiali usati, cartoncino Fabriano, infonde un candore e una luce propria
Sparsi nello spazio espositivo 8 grandi al cui interno sono inserite delle luci fredde, offrendo, così, due visioni differenti: quella di giorno e quella di notte.

Una breve chiacchierata con Onelia Greco, in una magnifica e luminosa mattinata leccese di mezza estate,  ha chiarito molte cose.
L’artista, con questo esperimento, si misura con gli spazi e i sentimenti dei passanti: una esperienza unica, emozionante e impegnativa nello stesso tempo.
Tutto è bianco e sappiamo che il “candido” è  il colore del silenzio e della riflessione e della meditazione, questa è il suo anelito e la sua forza: entrare in una nuova dimensione.
L’eclettica giovane ama mettersi  in gioco, traducendo l’arte in gioco “creando la forma che nasce da forme”.
“Il giardino di lunga vita” è la installazione in atto  il cui messaggio, come ci spiega la stessa Oliana Greco, è legato ad una credenza popolare secondo la quale promette una lunga vita a chiunque pieghi la carta dandole la forma dei volatili, ossia delle gru.
Speranzosa e fiduciosa: questo un suo segreto per affrontare il mondo quanto mai  intricato e fragile dell’Arte.
Quando l’artista crea, tempo e spazio non esistono,  il mondo si rarefà  affinchè ella possa compiere la propria  Opera e donarla al mondo.

Invitiamo tutti i nostri affezionati lettori di collegarsi con il video “SalentoAparte” dell’1 agosto 2012 per magnificarsi della suggestiva installazione.

 

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