Diventa una bagarre politica la vendita all’asta della casa dell’attore salentino Carmelo Bene. L’Unione di Centro regionale, in un’interrogazione urgente, avanza l’ipotesi di un possibile “riscatto” dell’immobile di grande valenza culturale per il Salento

La casa paterna di Carmelo Bene, attore drammaturgo recentemente scomparso, situata sulla scogliera di Santa Cesarea, è stata venduta all’asta per 300 mila euro a due imprenditori del settore turistico con l’obiettivo di realizzare una piccola struttura ricettiva. Nonostante le polemiche e gli attacchi alle istituzioni, nulla si è fatto affinchè l’immobile fosse acquisito dall’ente provinciale o regionale e rimanesse di patrimonio pubblico. La stessa casa in cui l’attore, giovanissimo, compose le sue prime poesie giovanili e il suo romanzo più famoso “Nostra Signora dei Turchi”, diventato un lungometraggio, girato tra le mura di quella  stessa dimora.

Oggi a sei mesi di distanza dalla vendita, il gruppo UdC regionale con il capogruppo Salvatore Negro, interrogano il Presidente della Giunta Nichi Vendola e l’Assessore ai Beni Culturali Angela Barbanente per sapere come mai l’Ente Regione non è intervenuta in tempo per acquisire l’immobile ed evitare che finisse in mani private; per sapere se è ancora possibile un intervento dell’Ente Regione per acquisire al patrimonio pubblico l’abitazione paterna di Carmelo Bene e la destini ad uso culturale in modo da perpetrare la memoria del maestro che, con la sua vita e le sue opere, ha dato lustro alla regione e al Salento.

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