È stata la tappa soprattutto dei più giovani, quella di ieri sera a Zollino. Per la seconda serata del festival itinerante, La Notte della Taranta è sbarcata nel paese in cui da quest’anno si sono trasferite anche le prove dell’Orchestra per il Concertone finale.

Sul palco della Villa Comunale si sono alternati Sossio Banda, Ariacorte e Kamafei, il gruppo che ha preso il posto di Antonio Amato Ensemble, impossibilitato ad esibirsi a causa di una febbre improvvisa del loro leader.

Sossio Banda, nato nel 2007 nell’alta Murgia, è stato selezionato attraverso il concorso nazionale “Salento Creativo- Le radici della musica” ed è tra le proposte più interessanti e originali della world music italiana. A Zollino ha presentato lo spettacolo dal titolo “Muretti a secco”, simbolo della Puglia contadina ed evocativo delle lotte e divisioni socio-culturali tramandate dal passato, ricostruite attraverso l’uso del dialetto e di strumenti tradizionali e non, tipici del bacino mediterraneo. Poi, la tradizione purissima, quella degli Ariacorte, dal 1996 sul campo nella intensa ricerca etnomusicale di brani e strumenti, la stessa che porta il gruppo di Diso a esibirsi con tamburelli a cornice e tammorre, in una vera avventura etnofolk. In occasione dei loro sedici anni, hanno presentato il loro ultimo lavoro “Te sira”.

Infine, i giovanissimi Kamafei, in griko “Il caldo che scorre”, le sonorità tradizionali salentine che si contaminano con la passione per la Spagna, il flamenco, e per le diverse culture mediterranee, araba in particolare, accompagnandosi al ritmo frenetico del tamburello, alla batteria e alle nuove melodie vocali legate a hip hop e reggae. In collaborazione con la Fondazione La Notte della Taranta hanno prodotto un disco che raccoglie i brani eseguiti in concerto durante le ultime edizioni del Festival.

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