La nuova segreteria provinciale del Pd nasce dopo un parto travagliato, qualche litigio e il ‘no’ di Fabrizio Marra. L’ex segretario cittadino preferisce mantenere una posizione defilata, pur rimanendo all’interno del partito.

Per Salvatore Capone non è stato un compito facile: il segretario provinciale, messo in discussione dalla vecchia guardia(Zacheo e company), ha dovuto fare i conti anche con Sergio Blasi, che non gradiva la nomina di Massimo Manera come vice-segretario e che spingeva per Gabriele Abaterusso. La soluzione adottata è piuttosto originale: niente vice. Salvatore Capone, raggiunto al telefono per un’intervista alla vigilia di ferragosto si sente tranquillo, nonostante le frizioni interne al partito la sua visione è ottimistica.
I componenti della segretaria sono cinque uomini e cinque donne: Fabrizio CANANIELLO Responsabile Enti Locali, Vicesindaco di Cannole; Patrizia COLELLA, Politiche Educative e di Genere, comp. Assemblea Prov.le PD; Maria Rosaria DE BARTOLOMEO, Politiche Culturali,
Assessore comunale di Veglie; Paola DE PAOLIS, Politiche Sociali ed Immigrazione
(comp. Assemblea Prov.le PD); Antonella GRECO, Politiche del turismo e Marketing territoriale
(vicesindaco di Gallipoli); Claudio LEUZZI, Attività produttive (segretario PD di Taurisano); Vanessa NICOLARDI, Associazionismo, Terzo Settore e Volontariato (segretario PD di Tricase); Alfonso RAMPINO, Coordinatore Segreteria e Organizzazione (Cons. Provinciale); Andrea RUSSO, Comunicazione (segretario PD di Sogliano Cavour); Elio SERRA, Rapporti con le istituzioni(sindaco di Soleto). Poi ci sono i membri di diritto: Marco BRAMATO (tesoriere provinciale); Luciano MARROCCO(segretario provinciale Giovani Democratici).

Segretario, ha nominato la sua segreteria in solitudine o ha coinvolto qualcun altro nelle sue scelte?

«Rientra nelle mie prerogative scegliere i componenti autonomamente. Ho scelto io tutti i membri e i responsabili tematici. Ho scelto gente nuova, amministratori comunali, gente che può rinnovare il partito».

Come va adesso con Sergio Blasi? Avete fatto pace?

«Queste sono cose che non stanno né in cielo né in terra: con Sergio c’è una linea comune. C’è solo l’interesse a lavorare nel partito per risolvere le questioni vere, quelle sulla sanità per esempio, e non c’è nessuno screzio».

Perché ha scelto una segreteria senza vice?

«Non è obbligatorio avere un vice, non si tratta di distribuire medagliette».

Però, la delega di vice, lei l’avrebbe data a Massimo Manera, se non si fosse messo di traverso Blasi.

«Non c’entra, io ho fatto questa segretaria, punto e basta. Manera resta sempre un dirigente del Pd e continuerà a dare il suo contributo».

Qualcuno, invece di queste nomine, avrebbe preferito subito un nuovo congresso provinciale.

«Il Congresso cittadino si è reso necessario, dopo le vicende leccesi, si sta già lavorando da un po’. Per quello provinciale c’è da aspettare ancora un po’».

La ‘vecchia guardia’, però incalza: dicono che ci siano poche idee e molte ambizioni e parlano di segreterie deboli. Per esempio, lo scontro tra Blasi ed Emiliano viene bollato come scontro per la successione a Vendola, mentre di lei pensano che non abbia voluto lasciare la segreteria provinciale per prepararsi un posto in Parlamento. Affermazioni al fiele che trasudano dal partito e giungono facilmente alla stampa.

«Non mi appassionano queste dichiarazioni; anzi, le respingo al mittente in modo netto e chiaro: io sono impegnato a dare il mio piccolo-grande contributo per il partito e non ho mai chiesto niente in cambio. Chi vuole lavorare lo faccia, senza critiche inutili».

C’è ancora posto nel partito per gli uomini della ‘vecchia guardia’ come Sandro Frisullo?

«Ci sono persone che hanno fatto bene in passato, persone che hanno fatto errori politici e personalità che hanno fatto le loro stagioni: noi abbiamo la necessità di aprire il partito a nuove forme di coinvolgimento e di valorizzare quello che sul territorio si è fatto e si sta facendo in modo costante e continuo».

Insomma, bisogna rottamare la vecchia guardia.

«C’è chi ha fatto tanto, ma è una stagione che è finita».

Comunque, da segretario le potrebbe spettare un posto in Parlamento, soprattutto con questa legge elettorale.

«Io ho detto in modo molto chiaro che sono sempre a disposizione del partito, anche quando di tratta di fare un passo indietro, ma se si andrà al voto con questa legge elettorale le primarie per la selezione dei parlamentari saranno imprescindibili. Ci sono tante risorse umane che possono concorrere nella corsa al Parlamento».

Ci sono già le prime avvisaglie dei possibili scontri interni: Cosimo Durante ai nastri di partenza per la corsa al Parlamento, che critica Giangi Pellegrino per le «troppe conferenze che celerebbero una voglia di farsi pubblicità per la candidatura nelle elezioni del 2013».

«Ci sono dirigenti che hanno assunto e che potranno assumere ruoli importanti, ma tutti dovranno passare dalle primarie. Non sono io che devo scegliere tra Pellegrino e Durante».

Perché il Pd continua ad essere un partito molto litigioso al suo interno: è colpa anche dei suoi segretari?

«Non si riesce a capire che bisogna stare dentro alle regole stabilite dalla squadra. Chi non capisce questo è solo perché cerca di lavorare solo per se stesso: è autoreferenziale e lotta per le poltrone. Io voglio far vivere al partito un senso di comunità nuovo».