Continuano senza sosta i controlli dei carabinieri per la tutela del lavoro e per combattere il fenomeno di quello in nero. Le ultime operazioni hanno portato alla luce diverse situazioni di irregolarità, che ha portato alla denuncia di 12 datori di lavoro e a sanzioni complessive per oltre un milione di euro.

Il NIL di Lecce con la collaborazione del nucleo di Napoli e dei funzionari ispettivi di Lecce, Maglie, Tricase e Gallipoli, hanno consentito di accertare oltre ad un diffuso ricorso al lavoro nero, soprattutto una sistematica violazione delle norme sulla sicurezza dalla quasi totalità dei datori di lavoro agricoli interessati dai controlli.
Su un campione di 56 lavoratori identificati, ben 15 sono risultati totalmente “in nero”, con una incidenza del 27% di lavoratori completamente sconosciuti alla Pubblica Amministrazione.
In particolare presso un’azienda agricola operante nel comune di Vigna Castrisi sono stati sorpresi a lavorare in nero ben 4 braccianti, su un totale di 8 persone occupate, così come in un’azienda agrituristica che si apprestava ad organizzare il pranzo di ferragosto per i propri ospiti, venivano trovati altri 4 lavoratori in nero.
Fra le innumerevoli violazioni riscontrate e commesse anche nei confronti degli altri lavoratori, molte hanno riguardato il superamento dell’orario di lavoro, la mancata fruizione del riposo settimanale e la mancata consegna dei contratti di lavoro al momento dell’assunzione.
Ma la situazione più grave tale è stata riscontrata nell’ambito dell’applicazione delle norme in tema di sicurezza, con la sistematica violazione, in particolare, di alcune norme fondamentali: da quella che sanziona la mancanza di accertamenti medico – sanitari nei confronti dei lavoratori da adibire al lavoro, a quella che punisce la scarsa o addirittura assente formazione e informazione operata nei confronti degli stessi a cura dei rispettivi datori di lavoro; dalla mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale (in funzione delle specifiche mansioni), all’assenza del documento di valutazione dei rischi da elaborare a cura della parte datoriale, per finire con la mancata designazione del medico competente e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale. In tutto sono state 212 le prescrizioni impartite ai dodici imprenditori per un totale di  €. 1.094,362,00 di sanzioni inflitte.
Nell’ambito del servizio i Carabinieri e i Funzionari della Direzione Territoriale del Lavoro hanno inoltre contestato 46 violazioni amministrative per lavoro nero ed altro, per un importo complessivo di €. 61.968,00 e recuperato €. 4.150 alle casse dell’INPS.
Cinque sono state le aziende agricole e agrituristiche la cui attività è stata sospesa e la cui ripresa è stata subordinata alla regolarizzazione delle violazioni accertate e al pagamento di un’ulteriore sanzione di €. 1.500,00 ciascuna.
I controlli hanno riguardato il territorio dell’intera provincia, in particolar modo le campagne dell’agro neretino, ove sono state sottoposte a controllo anche delle aziende agricole facenti capo ad alcuni personaggi colpiti da provvedimenti restrittivi della libertà personale, in occasione della nota operazione di servizio denominata “SABR” dei Carabinieri del ROS di Lecce e della Procura Distrettuale Antimafia, con la quale è stata sgominata un’associazione a delinquere finalizzata alla tratta e alla riduzione in schiavitù, al favoreggiamento dell’ingresso di stranieri, all’estorsione ad altri gravi delitti.
I datori di lavoro sanzionati sono stati inoltre segnalati anche alla G.d.F. per quanto di competenza, in merito agli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni ai lavoratori irregolari.

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