”Oggi in Italia neanche il capo dello Stato riesce a godere di quel minimo di doverosa riservatezza istituzionale che gli permette di usare un aggettivo in piu’ o di essere piu’ esplicito nei confronti di un interlocutore piu’ o meno amico”.

Lo ha detto il deputato del Pdl Alfredo Mantovano durante la puntata di Omnibus in onda questa mattina su La7 ”Quando io leggo il termine ricatto penso a questo: una circostanza per cui anche chi ha una carica istituzionale importantissima per la nazione, ieri il Premier e oggi il presidente della Repubblica, pur intrattenendosi in conversazioni che di illecito non hanno nulla, si vede intromesso nelle intercettazione, ascoltato e poi pubblicato. Tutto questo esercita un condizionamento nella vita istituzionale e determina anche dei contraccolpi e dei costi umani altissimi, e in merito ricordo il consigliere giuridico del Capo dello stato D’Ambrosio purtroppo defunto”. Alla domanda se ritiene che ci siano in atto delle manovre torbide nei confronti di Napolitano, l’ex sottosegretario all’Interno quindi non ha dubbi: ”Cosa c’e’ di piu’ torbido che infilarsi nelle conversazioni di chiunque, soprattutto del capo del Stato?”. ”Si stabilisca un minimo di regole elementari in merito – invoca poi il deputato del Pdl riferendosi alla legge sulle intercettazioni – perche’ quello che e’ successo e’ di una gravita’ tale che colpisce tutti i partiti e individuiamo oggi i punti condivisi rispetto a questi sconfinamenti”.

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