Inaugurata la mostra personale “Sete Silente” di Gianna Stomeo nei prestigiosi saloni, al primo piano, dello storico Palazzo Ducale di Martano, sabato 4 agosto scorso e che si concluderà il 26 agosto, alla presenza di un folto e interssato pubblico, organizzata da Art & Co Gallerie di Milano a cura di Mirella Coricciati.

Durante la serata di inaugurazione, è stata presentata, la sua ultima e ricca  produzione artistica che riunisce  21 imponenti opere, olio su tela, da chi scrive, con un breve viaggio, tra le opere in rassegna.
Gianna Stomeo, artista salentina vive e opera a Martano, cittadina, nel cuore del Salento, che l’ha vista nascere, crescere e maturare.
Prima di conversare su Gianna Stomeo di oggi, ho tracciato  un breve ritratto artistico dell’artista di ieri.
Paesaggista pura: così ho conosciuto l’artista, circa 5 anni fa.  Una pittura ispirata al mondo agreste  e della campagna: muri a secco, i furnarieddhi, ulivi che costeggiano viottoli da dove è passata la mano e la fatica dell’uomo. Ma anche alberi solitari su ampie e aride distese che tratteggiano fiori selvatici, tra papaveri, rovi e pietre e distese marine all’orizzonte, paesaggi lunari e i suoi suggestivi manti bianchi, alberi solitari, piegati al vento dell’est o dell’ovest.
Una paesaggista nel senso classico, nel senso virgiliano, dove riecheggia un’alta pace rurale come dire: “sono entrata  nel paesaggio e lo domino, perchè è quello che ho vissuto sulla mia pelle” perchè sono i luoghi che l’han vista nascere  crescere e maturare.
Poi il paesaggio è andato  sfarinandosi,  ha cominciato a perdere i contorni, ma la luce ne ha sempre comunque  mantenuto il dominio e,  proprio per questa luce, è stata  paragonata ,dai critici, alla pittura di  Turner e io credo che si possa legare al romanticismo, quando sono i colori a narrare.
Oggi  tante le rassegne, i riconoscimenti e i successi ottenuti sia livello locale, nazionale sia internazionale
Si ricordano dei momenti molto significativi:
L’opera   “LA SOSTA DEL MANTO ROSSO” è stata segnalata al Museo di Siena per l’archivio “I maestri del 900”, esposta a Parigi nel 2006 in una personale presso  Stella Art International il Centro della Russia per la scienza e la Cultura, organizzata dalla  galleria Mentana di Firenze.
Da 3 anni è  presente sul catalogo   di Arte moderna della Mondadori il cui comitato scientifico ha dato la  segnalazione per inserire l’artista   negli annuali della storia dell’Arte.
Si è classificata all’11mo posto  con  RUGHE IN RACCONTO,  nel 2010,  su 7.000 partecipanti al Concorso Internazionale   Città di New York.
Le opere in rassegna  di SETE SILENTE narrano una  Gianna Stomeo sempre passionale e romantica sempre sulle orme dei romantici e di Turner, ma oggi Gianna Stomeo è  artista dal gesto pittorico tutto personale, visionaria e biblica dove i suoi passi,  fattosi storia, ci conducono verso la luce che l’attende e la guida. In una calma che racchiude tutti i sentimenti dell’uomo: dalla  paura  e coraggio, alla   gioia e dolore, alla compassione e rabbia e forza. Tra burrasche e bonacce.

È sempre lei, sono sempre i suoi paesaggi  che un tempo vivevano nella piena inconsapevolezza traducendosi   in una pittura che era puro istinto.
Eppure oggi  è ancora lei,  unica e sola .
Ella ha impaginato le sue opere come  si fa con un libro  dove gli strumenti non sono la carta e le parole,   ma la tela,  pennelli, i colori e il cuore.
Emerge, così, un  ritmo impaginato in uno spazio illimitato, ma contenuto nello stesso tempo come  è quello della natura, come  è quello di ogni libro,  da sfogliare e da spaginare.
Un filo rosso corre lungo la mostra: la scelta delle tele quadrate. La composizione acquista più forza visiva nei riguardi  dello sguardo di noi spettatori inducendo più facilmente a penetrare con lo sguardo nel cuore di ogni opera.
E la scelta  dei colori  che scivolano nelle nouance di  blu, indaco,ocra e marrone, nei colori del cielo e della terra.

Abbiamo sfogliato il suo libro SETE SILENTE negli  spazi artistici e storici del palazzo ducale,  intraprendendo, insieme, dei  percorsi temporali  tra le sue opere con alcune brevi soste

GIANNA STOMEO
ha impaginato
le sue opere
come in un libro
il cui tempo
e  silenzio
ne costituiscono
la vera sostanza

Gianna Stomeo, l’artista che dipinge con il cuore in mano, dove il silenzio è più forte
e più intenso di qualsiasi voce, questa l’essenza ultima di Sete Silente.

Oggi la nostra trama
Domani la nostra storia
Un grande volume occupa lo spazio dell’intera tela dove la pittrice continua a tessere una trama, spesso perde il filo che si aggroviglia. Gianna si dispera per trovare il bandolo della matassa, perchè occorre lasciare traccia,  affinchè, domani  le opere pittoriche  possano narrare la sua storia; poi, incoraggiata, riprende a raccontare l’arte in questo libro infinito…

L’alba dei popoli
“Il libro sul quale il mondo e le genti scrivono la storia conoscerà tante albe per quanti sono i popoli” questo dice l’artista nell’imponente opera, dove sulla riva di una infinita distesa d’acqua marina, il luogo da cui  trae origine  la  nostra vita, è adagiato un libro aperto che si lascia cullare dalle delicate onde che lo coprono e lo scoprono…

La settima nota e Genesi
Le due opere possono legarsi in quanto narrano entrambe delle origini dell’Universo che nasce dalla voce di Dio. In Genesi le sfumature volteggiano tra i blu e i marroni,  tra  un infinito silenzio e una voce sonora che costituiscono il ponte, il misterioso legame, tra il divino e l’umano.
In  La settima nota lo sguardo dello spettatore volteggia armoniosamente anche se non si sa quando si è in terra o in cielo.
Sette sono  le note musicali, sette  7 i giorni necessari, secondo la creazione biblica, affinchè Dio creasse  l’Universo e, per ultimo, l’uomo, sulla nota del SI.
“Si narra, secondo  una leggenda sulla settima nota, che Dio creò, al termine di ogni giorno, un angelo cantore, la cui voce allietasse i cieli. Ad ogni angelo fu dato di possedere una nota.
L’angelo, Zain, il settimo, avendo contravvenuto, di sua iniziativa, a intonare il canto insieme agli altri angeli, e quindi avendo stonando, fu invitato da Dio a scendere sulla terra, confondersi tra  gli esseri umani e cercare la sua nota. Egli vagò per giorni e giorni, cercò la nota tra le piante e gli animali e gli uomini, ma non la trovò.
Un giorno, sconsolato, salì sulla vetta più alta di un monte. E ascoltò rapito il silenzio. Ecco aveva trovato la sua nota!”

Così l’artista Gianna Stomeo, con la sua arte,  vaga incerta nell’intricato mondo dell’arte, ma  trova sempre, tra larghe e morbide pennellate e profondi silenzi, la sua essenza artistica e umana.

Ombra di un ricordo
Qui la strada del ricordo si può percorrere solo con il pensiero, perchè oramai qui vi e solo ombra,  tutto è svanito in sfumature del colore della terra.
Sussurri, echi del passato su cui scivolare dolcemente e   di cui tutti siamo i figli, dove non possiamo più posare i nostri passi, perchè la strada segnata è quella del ricordo.
Il sogno  di Giacobbe
I sogni a volte sono premonitori e Gianna Stomeo, di fronte a questa scala che la invita a salire, non riesce a spiegarsi da dove sia giunta e quale il suo significato. È ignara del messaggio esoterico e misterioso. Questa scala è l’esplicitazione che ebbe Giacobbe quando si svegliò dal proprio sogno: questa è la missione di Gianna, qui deve costruire la sua arte.

“Gianna Stomeo  raduna tutti i sogni dove non conta il corpo, ma i ricordi  in giochi cromatici che va tessendo quali custodi  della sua  memoria.
Il suo appare come un viaggio biblico dove tante sono le allegorie narrate,
inondate da  una luce nuova che non prova a inondare  immediatamente la tela,
ma  avanza  adagio con ponderatezza. Gianna Stomeo è cresciuta ed è più prudente”.

Via Orizzonte
L’orizzonte è un tema caro a Gianna, perchè fin dalle prime produzioni artistiche ama affermare che “viaggia per raggiungere l’orizzonte”. Ma cosa sarà mai questo orizzonte? E una linea che l’ammalia e la cattura, è una linea che si sposta continuamente e che non raggiungerà mai. Tutto questo  lei lo sa, ma tenacemente continua a inseguirla, anzi questa volta l’ha anche segnata lungo morbidi paesaggi dandole un nome:Via Orizzonte.
Memorie
Ardua impresa è il cammino degli uomini, fatto di cadute e di rialzate dove l’unico
sostegno  non è solo la terra, ma anche la luce. La terra è un percorso tratteggiato in cuscini di cespugli dove poter trovare ristoro, ma il cammino verso la luce, è inevitabile e necessario

Oltre il pensiero
Due steli lunghi e flessuosi sui quali sono adagiati petali dalle sfumature impalpabili
dalle quali emergono sottili radici che cercano luce.
Essere in due sarà una maggiore certezza?
Dove sono? in questa nuova inquietitudine  va cercata  la maturazione del suo  linguaggio artistico facendosi pittura tra l’astratto e l’informale, donandoci luoghi surreali in paesaggi trasfigurati.
Cercando parole
Gianna cerca parole nuove e le cerca  nella memoria.
Non quelle della scrittura, ma dei pennelli che si fanno segno e dei colori che compongono parole pittoriche. La luce, sempre  padrona di casa, è una  luce  nuova che ci accoglie in intime,  rarefatte  e silenziose atmosfere. Gianna cerca la perfezione, ma perfezione è una parola imperfetta, perchè la perfezione non esiste. Esiste la bellezza che non significa perfezione. E questo l’artista lo sa.

L’opera di GIANNA è un’opera poetica e questo è stato ripetuto più volte lungo gli anni del suo fare artistico, perchè

Essere poeti
non è solo di chi scrive
POESIA
ma anche
di chi crea
opere d’arte
intense e penetranti

Vita
La vita rimane ancora un mistero per l’uomo.
Da dove giunge la forza per sottrarsi o superare gli ostacoli? ma sempre  dalle avversità e dal dolore  accade che, prima o poi,  con grande meraviglia, che giunge dalla natura, nasceranno  fiori delicati in abbacinanti luminosità. Basta crederci!
Petalo azzurro e Petali azzurri 
I fiori vivono una esistenza breve, ma fatta di rara bellezza come lo sono i ricordi. E radici assetate di acqua e di luce, come lo sono i desideri, sui passi  e i ricordi di bambina, in giochi di luminescenze. Petali ripiegati e da sfogliare come sfogliamo  i nostri giorni, racchiusi in una ineguagliabile essenza: un’ombra  come su un’ala d’angelo, perchè noi esseri umani sulla terra “siamo angeli con una sola ala”

Potere e sacrificio e Luce e spazio
Le due sorprendenti opere narrano forme e colori annuvolati. In giochi inaspettati, morbidi e  impenetrabili  è racchiuso il senso della vita. Quello che la pittrice  vede è la sua stessa solitudine e quella di tutti gli uomini.
Dove una lacrima diviene il resoconto di una vita  vissuta  e preludio di una futura

Cipria di azzurro e crespo dazzurro
Gianna Stomeo si dirige  su passi leggeri e impalpabili per universi liquidi per raggiungere quella  forma e quel  tempo più propizi alla sua pienezza artistica.
Nei percorsi, dalle abili e suggestive sfumature del blu e del violetto, lungo i quali lo sguardo è rivolto sempre al filo dell’orizzonte, sfiora luoghi assenti di  gravità che si avviluppano dolcemente  intorno alla luce verso la quale si dirige verso sconosciuti orizzonti e dalla quale  ritorna, ogni qualvolta, lo desidera.
Ritorna per raccontare allo spettatore di straordinari luoghi dove meditare e che  il gesto pittorico ha  penetrato, tra essenze cromatiche fluttuanti.
Pagine  e   Fede
Entrambe le opere sono dipinte con olio su alluminio iodato. Entrambe le opere, di formato differente, nascono da monocromi che sfumano nei toni dei grigi, spesso, in punta di pennello.
Pagine
Pagine su pagine che narrano un binario di vite vissute.
La tela imprime una forza e una dinamicità sorprendenti  nonostante oggi questo binario sia morto e   racchiuda un silenzio rigonfio di solitudine, ma non di tristezza
Fede
L’artista è sostenuta da una grande fede che ritrova nella natura e nonostante le cadute e quel paesaggio umbratile, sullo sfondo,  forte è il richiamo della speranza!
Sete Silente
Cinque tele di diversa grandezza “Sete Silente” danno il titolo alla personale e narrano 2 momenti significativi dell’artista.
Due opere rappresentano un albero solitario immerso in una natura incontaminata e selvaggia, nelle sfumature dei marroni e degli ocra. Lo spazio circostante possiede, all’orizzonte, una luce dove ogni cosa ha perso i propri contorni, muovendosi tra l’informale e l’astratto.
Le radici  dell’albero, assetate di acqua e di luce, emergono dal sottosuolo: sembra  vogliano liberarsi dalla terra  che li costringe a restare saldi. È un momento di profonda  inquietitudine: Gianna Stomeo pensa di trovare nella lontananza la libertà. Ella è sola e  sradicare le proprie radici è morire due volte, perchè il nutrimento giunge proprio dalla terra e dal suo  humus. Nelle due opere tutto è incertezza e  non vi sono strade tracciate. Nonostante le tante difficoltà, l’artista è fiduciosa, perchè restituisce allo sguardo dello spettatore calde cromie  dove trova la forza, in una luce crepuscolare che le è amica.

Nelle altre tre tele, di formato decisamente più piccolo, le atmosfere cromatiche sono le medesime, ma il paesaggio è un sentiero tracciato che si snoda lungo una natura spumosa e morbida.
Ma dobbiamo ricordare che Gianna è una donna del sud e di questa terra possiede tutte le peculiarità: una donna sanguigna,  generosa e  turbinosa come i venti che soffiano dal mare, spumeggiante come i marosi e silenziosa quando è necessario.
Avvinghiata nei silenzi di una terra assetata non solo di acqua da cui il mondo trae origine, ma anche di ripiegamento e di solitudine dove poter sostare, ecco sentieri tracciati che ci incoraggiano e ci invogliano a trovare la forza per metterci in cammino con lo sguardo rivolto  lungo la via dell’orizzonte,verso la luce.

Termina qui il viaggio di SETE SILENTE dove ogni passo è stato una sorpresa.
Ma anche la stessa Gianna Stomeo mi ha confidato  che, ogni volta, posando lo sguardo su ogni sua opera nata giorno dopo giorno, notte dopo notte, ora dopo ora, sospiri dopo sospiri, tra  dolorose incertezze e gioie impreviste, anch’ella  si è sorpresa! E sapete perchè?                                 
Perchè
quando tutto sembra perduto
ecco in suo soccorso
il GENIO DELL’ ARTE
non sa da dove giunge 
né dove la condurrà.
Ogni volta  però  è fiduciosa perchè, come sempre,
sarà verso la via  della bellezza,
Perchè, sulle parole di Friedrich  Nietzsche, “Bisogna avere un caos dentro di sé per
generare una stella danzante”

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