“Il dibattito che si è aperto sui media rispetto alle retribuzioni dei dirigenti comunali necessita di alcune doverose precisazioni per evitare di diffondere notizie imprecise e approssimative.” È quanto afferma l’assessore al bilancio Attilio Monosi circa le retribuzioni dei dirigenti comunali.

“Andiamo con ordine: l’attività di risanamento del bilancio comunale ha interessato anche il personale di qualifica dirigenziale; il primo fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti costituito dopo l’insediamento dell’Amministrazione Perrone (riferito all’anno 2006) ammontava a 1.451.000 euro; l’ultimo – relativo all’anno 2011 – ammonta a 1.167.000 euro, con un risparmio pari a 300.000  euro (oltre il 20%). Tale risparmio è stato ottenuto anche tramite rinuncia, totale o parziale, da parte del suddetto personale ad emolumenti previsti contrattualmente ad esempio: riduzione del trattamento di risultato, azzeramento del compenso per funzioni aggiuntive (comitati d’area e interdirezionali), diminuzione del compenso per le funzioni di capo di gabinetto. Nonostante ciò, i dirigenti hanno continuato ad espletare tutte le funzioni preesistenti e ad assicurare comunque il livello ottimale dei servizi.

La stampa ha preso come riferimento alcuni comuni che sembrano corrispondere retribuzioni più contenute ai dirigenti, ma i dati riportati non consentono alcun raffronto perché mentre il Comune di Lecce evidenzia tutte le voci retributive, non altrettanto fanno moltissimi altri comuni. In particolare omettono di indicare la retribuzione di risultato, la posizione di parte variabile e altre importanti voci accessorie.
Inoltre, non si sa quanto casualmente, non sono stati menzionati altri comuni della Puglia in cui le retribuzioni dei dirigenti – nonostante l’incompletezza delle voci retributive pubblicate – sono sicuramente alla pari se non più alte di quelle del Comune di Lecce (ad esempio Foggia, Brindisi).

–    Nell’ambito del contenimento della spesa occorre anche rilevare che il Comune di Lecce, già prima dell’entrata in vigore della legge n. 42/2010 non si è avvalso della figura del Direttore Generale con un conseguente ulteriore risparmio, oltre a quello sopra evidenziato, di 120.000 euro annui;
–    anche sugli emolumenti del Segretario Generale, dall’anno in corso, si è ottenuto un risparmio pari a 25.000 euro annui per effetto dell’applicazione delle normative vigenti.

Insomma, come è facile intuire, al contrario di quanto evidenziato da alcuni organi di stampa, questa Amministrazione continua a portare avanti un’efficace e incisiva azione di risanamento economico. E i risparmi ottenuti intervenendo sugli emolumenti e sulle indennità accessorie di segretario generale e dirigenti comunali ne rappresentano una testimonianza tangibile. Tutto il resto lascia il tempo che trova. L’auspicio è che si eviti di alimentare sterili polemiche e critiche strumentali su una vicenda che è chiara come il sole e che conferma il buon governo di questa Amministrazione.

 

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