Si avvia alla sua conclusione il festival itinerante La Notte della Taranta, promosso e organizzato da Fondazione La Notte della Taranta, Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, Provincia di Lecce, Unione di Comuni della Grecìa Salentina, Istituto Diego Carpitella.

A quattro giorni dal Concertone di Melpignano, Piazza Duca D’Aosta, a Carpignano Salentino, ospita la penultima tappa del festival itinerante con tre concerti a partire dalle 22.

Ad aprire saranno i Briganti di Terra d’Otranto. Spinti dalla voglia di fondere e sintetizzare le varie esperienza musicali, i Briganti eseguono brani classici della tradizione salentina riadattandoli e reinterpretandoli, con particolare cura delle sonorità e della modulazione delle voci. Con due tamburelli nella sezione ritmica, tre voci soliste, violino e flauto, il gruppo varia suoni e timbri diversi per dare vita a ritmi e melodie originali.

Subito dopo, Anna Cinzia Villani racconterà la donna attraverso i canti tradizionali. Poco presente nel repertorio tradizionale salentino, se non perché legata al focolare o al lavoro, la donna ritorna protagonista in “Fimmana, mare e focu!”, il nuovo disco della cantante pubblicato di recente per l’etichetta Anima Mundi: un lavoro che nasce da una lunga ricerca volta a individuare i testi tradizionali in cui la donna parla in prima persona delle sue emozioni, o che raccontano le sue tante vite di figlia, moglie, madre, nuora, suocera, o che la descrivono come figura diabolica e indomabile, da cui mettere in guardia. Un lavoro prezioso in cui la Villani mette in mostra la sua maturità artistica e che attraverso curati arrangiamenti e strumenti tipici come l’organetto diatonico, il violino, il marranzano, il tamburello e le voci aspre e talvolta graffiate, combina la musica tradizionale con i colori, le idee ritmiche e le armonizzazioni del world jazz.

A chiudere la serata sarà l’Officina Zoè uno dei gruppi considerati forza motrice del movimento di riscoperta della pizzica. La formazione, nata nei primi anni Novanta da un’idea di Lamberto Probo, Donatello Pisanello e Cinzia Marzo, ha riscosso notevole successo e numerosi riconoscimenti anche grazie alle colonne sonore composte per i film di Edoardo Winspeare. Il gruppo ha all’attivo numerose collaborazioni anche in campo teatrale e si è spesso esibito con grandi nomi del panorama internazionale come il manipolatore di suoni Ominostanco, lo storico batterista degli Art Ensemble of Chicago, Don Moye, Baba Sissoko e Mercan Dede, con il quale lo scorso anno ha realizzato uno dei progetti speciali del Festival.