Due punti fermi nell’inchiesta sulla morte di Valentino Spalluto, il 20enne di Surbo ucciso nel pomeriggio di giovedì scorso mentre era impegnato ad allestire il palco per il concerto di Laura Pausini nell’arena di Piazza Palio a Lecce.

Il presunto omicida arriverebbe dalla vicina 167 e l’esecuzione sarebbe maturata dopo un violento litigio tra vittima e killer scaturito per futili motivi. Praticamente, dalle dichiarazioni fornite dalle tante persone ascoltate in questi giorni come informate sui fatti e dai testimoni presenti al momento dell’omicidio, gli investigatori avrebbero quasi del tutto accantonato la pista che porterebbe ad un regolamento di conti maturato nel mondo dello spaccio di stupefacenti. In tale quadro investigativo, si stagliano gli arresti di due fratelli leccesi, così come anticipato nella giornata di ieri. Andrea e Alessandro Polimeno, residenti in via Siracusa, proprio nella zona della 167; il primo finito in manette con l’accusa di evasione, il secondo per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I sospetti da parte degli investigatori si concentrerebbero in particolare su Andrea Polimeno. Tratti somatici, alcuni particolari del fisico e lo scooter Scarabeo Aprilia 125 in uso al giovane hanno portato gli agenti di polizia dritti dritti in casa del giovane. Polimeno è stato ascoltato ad oltranza fino a notte fonda tra sabato e domenica, alla presenza del suo avvocato difensore Giovanbattista Cervo, ma non risulta assolutamente indagato per l’omicidio ed è stato accompagnato in carcere per evasione. Due settimane fa, infatti, si era allontanato da casa dove stava finendo di scontare una condanna a sei anni per vicende di droga. Gli investigatori, coordinati dal magistrato inquirente Carmen Ruggiero, hanno anche setacciato un secondo deposito utilizzato dal fratello di Polimeno. Sicuramente a caccia di qualche elemento riconducibile all’omicidio, gli agenti di polizia hanno trovato e sequestrato circa 40 grammi di droga. A fine perquisizione, sono stati portati via lo scooter Scarabeo e il casco in uso ad Andrea Polimeno che ora verranno analizzati in laboratorio per cercare di ritrovare qualche traccia eventualmente riconducibile all’omicidio.

 

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